Pensiero

Sulle cose che non succedono subito

Le cose che non accadono subito forse non accadranno mai

Che vena poetica questa sera! E pensare che mi sono sempre visto concreto e pratico. E poi me ne esco con queste “massime”. E lo scrivo pure sul mio blog! La cosa peggiore è che l’ho comunicato pure a qualcuno di reale! Ma siamo ai limiti del ridicolo o del patetico. Lo scrivo come fosse una verità incontrovertibile, limpida, scolpita, nonostante quel timido “forse”. Una certezza incerta, segno di questo momento storico (boom!). Possibile che le cose non possano accadere lineari: azione e reazione punto! Mi viene difficile pensare al futuro e quindi tendo a pensare di vivere in un eterno oggi, statico, e mi convinco che le cose forse non accadranno mai. Poi mi volgo indietro e le cose sono accadute, nonostante tutto.

Parte II

Quante volte mi sono detto che mi piacerebbe scrivere un blog? Quanti esperimenti blog, fotoblog, sito di famiglia, blog sui cani. E oggi eccomi qui a scrivere un blog con un suo dominio, una veste grafica che ritengo elegante e sobria. Ecco una cosa che non è accaduta subito ma alla fine è accaduta. E questa per dipende esclusivamente da me: la prova che se mi ci metto ci arrivo e magari fra un po’ arriveranno i contenuti.

Parte III

Ma alla fine la vita é imprevedibile e da un incontro casuale può succedere qualcosa di impensabile: tutte le teorie crollano e ci si rende conto che non siamo altro che pagliuzze cullate da un refolo di vento, da una leggera brezza che qualche volta porta con sé il dolce profumo e sapore del bianco fiore d’ortica.

Parte IV

Guardo le mani, sono ferite e con un vistoso eritema. Il fiore d’ortica è sfiorito ed evaporato l’effluvio. Le mani hanno però sfiorato le foglie. Non è successo subito e non succederà più: rimarrà solo il dolore.

Parte V

Profumo della sera sporcato di sigaro, fresco dal giardino e musica reggae. Whisky. Non rimane che il tempo che rubi alla non-vita quotidiana. Cielo stellato. Ricarichi le forze psichiche, mentali e fisiche. Risate di ragazzi. Cerchi di reprimere quella sensazione amara delle cose che vanno all’opposto di quanto immaginato, curi l’eritema da ortica. Cerchi di godere di questo spazio-tempo personale. Ma rimane la tristezza, intensa.

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