Racconto

Senza biglietto

Oggi sono senza macchina e torno a casa con i mezzi pubblici. La prima tratta è andata e non c’è stato modo di fare il biglietto del treno. Per la prosecuzione del viaggio il pagamento con carta di credito è impossibile. Quindi salirò nuovamente in treno senza biglietto sperando di acquistarlo lì. Un ragazzo arabo mi dice che molti non fanno il biglietto e di non preoccuparmi.

Mi piace questo viaggio dove posso osservare, chiaccherare con una ragazza e scrivere questo post. Un modo di viaggiare, quello del treno, che mi è sempre piaciuto e che ben si accompagna con ritmi più lenti che desidero. Non mi importa se sto impiegando più tempo: ho sempre qualcosa da leggere o da scrivere, ho sempre qualcosa da dire se posso chiacchierare. A questo proposito la ragazza incontrata sul primo treno era proprio simpatica e ha accettato subito di aiutarmi con la questione biglietto: è proprio vero che le ultime generazioni sono più disponibili e pronte di quanto non si possa credere o di quanto ci venga propagandato. Nel frattempo anche la seconda tratta sta per essere bellamente scroccata e devo dire che, per il mio senso civico, è un colpo basso. Ecco sono ufficialmente un “portoghese” mio malgrado.

Ed ora un un tratto a piedi in attesa di essere raccolto da mio figlio. È una calda giornata di inizio Settembre ed è piacevole camminare. Certo, il mio paese è lontano ma voglio camminare ancora un po’. Incrocio una signora obesa con un bel cagnolino di pochi mesi e scambio una piccola occhiata di approvazione: proprio simpatico questo animale. In un men che non si dica mi trovo sulla strada principale e mentre cammino continuo a dettare questo post: una nuova esperienza, una bella sensazione muoversi, osservare e, grazie alla tecnologia, esprimere in tempo reale tutte queste sensazioni. Oggi fa molto caldo e forse ho scelto la giornata sbagliata per camminare ma, non so perché, sono felice e sereno quasi da non sentire caldo e fatica. Il sole è forte e le nuvole bianche sono dipinte su un bel cielo azzurro. Incrocio un piccolo corso d’acqua che non avevo mai notato passando in macchina ed un parco giochi con bambini che si divertono e gridano. Quante cose mi perdo spostandomi in macchina e quante cose potrei scrivere, quanti spunti quando la vita scorre più lenta, quanto più si può conoscere, si può valutare, si può apprezzare. Devo trovare il modo di rallentare per riprendere a vivere.

Mentre cammino la gente mi guarda stupita, parlo col telefono ma non sto colloquiando, non sto mandando un messaggio vocale con whatsapp, sto solo dettando questo post, uno dei più lunghi e forse uno dei più belli. Un post in tempo reale che  la tecnologia mi permette di condividere, non in casa davanti al mio computer, ma mentre sono immerso nella vita reale. I miei pensieri si formano e li invio al blog mentre il caldo scalda le mie membra, mentre i passi mi avvicinano alla meta.

Tornerò presto a casa e credo che mi ricorderò di questo viaggio per molto tempo, lo ritroverò in questo post sul mio blog e tutte le volte che mi sentirò chiuso tornerò a rileggerlo e a riviverlo.

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