Racconto

Traumatico

Questa mattina alzarsi é stato traumatico, il riattivarsi del cervello è stato come un pugno nello stomaco. Ho provato a girarmi dall’altra parte, a zittire la sveglia, ma il senso dell’impegno e quello del dovere mi hanno scaraventato fuori dal tepore del giaciglio. Il bagno tiepido mi ha accolto, ma non convinto a radermi, solo una concessione alle abluzioni e al lavaggio un po’ frettoloso dei denti. Le 5:45! Non é vita questa! Mi vesto frettolosamente, scendo e raccolgo svogliatamente le mie masserizie lavorative e le scaravento in auto. Questa mattina é pure svogliata al bar. Salgo in macchina pensando che, come in “I robot”, la macchina mi porti a lavoro in modo totalmente automatizzato. Disappunto! Mi avvio guidando: accidenti che macchina scarsa neppure questa caratteristica ha implementato! Cosa la pago a fare? Oggi scelgo la strada alternativa, leggermente più lunga ma senza code. Arrivo al lavoro ma non ricordo come, incidenti non li ho fatti, ma non so bene come ho guidato: forse i soliti pensieri monotematici hanno occupato la parte cosciente, il resto puro automatismo. Al lavoro, ancora, ancora, ancora.

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