Società

Quanto durerà questo Mondo? Reprise

Nei momenti critici di una vita credo sia naturale che la prima cosa a vacillare sia la fede. Di pari passo con di decrescere dell’autostima, con il susseguirsi di negatività, si incrina la propensione al divino fonte di bene e di salvezza. Si amplifica il senso di ingiustizia proprio per il “mancare” di un equilibrio fra nostro comportamento e brutture e storture del mondo in cui viviamo. E crolla la Fede, già provata dalla ragione. Ammetto che mi conforta di più il sapere che non esista un dio, sapere che non esiste una entità che non risponde mai: e vero che ci viene detto che c’è un riscatto una volta terminato il tempo degli umani, ma questo lo trovo sempre più ipocrita, la storiella per sedare piccole menti in difficoltà con i quesiti dell’esistenza: perché siamo qui? Dove saremo dopo la vita terrena? Perché tutto questo soffrire? E così via. La verità è che siamo unità di carbonio, organismi finiti con un periodo di passaggio nell’Universo assolutamente infinitesimale; apparteniamo ad un microcosmo neppure quantitativamente paragonabile ad una colonia di batteri. Sapere che morire ha lo stesso impatto di un addormentamento profondo seda del tutto le mie ansie. Sapere che dio non esiste e che è solo una proiezione umana mi rende tutto più sopportabile.

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