Società

Eventi inaspettati

Ma importa così tanto quello che succede negli Stati Uniti d’America? Non dico che non vi possa essere una ricaduta sulla “globalizzazione” o meglio, sugli “equilibri globalizzati”, sullo scorrere della storia contemporanea, sulle scelte e strategie economiche, ma al singolo cosa serve commentare ed accalorarsi, postare, argomentare di argomenti che si conoscono “in crosta”? Come si possono “vestire” queste vicende per dar peso alle nostre scelte? Trump è una catastrofe: ma perchè e per chi? Clinton è la continuità verso la stabilità: ma perchè o per chi?. “Tranquillo e certo” è buono, “agitato e incerto” è male. E via con analisi, comparazioni, citazioni, considerazioni, interpretazioni e quant’altro. Come sempre si dimentica l’equilibrio del tempo che permette ai fatti di compiersi,  il tempo per capire quale sia l’approccio corretto, pratico, definitivo dopo i proclami e le promesse; il tempo per capire quello che serve e come ottenerlo; il tempo per calcoli precisi e per scelte giuste. Spesso anche i proclami più estremi si mitigano con la forza della realtà e della fattibilità. Spesso, invece, sono proprio i fautori della stabilità che, per curare la propria ansietà, nascondere la propria incapacità propositiva ed evolutiva, compiono fatti ed ordiscono manovre turpi e deleterie. Proprio loro vivono e prosperano sul mantenimento di uno status quo. Mantenere arcaiche modalità per controllare e demonizzare il nuovo che potrebbe ostacolare e rimpiazzare. Il vecchio ed il nuovo, anche se, ormai spesso, il nuovo porta con sé il cancro del vecchio con il conformarsi a questo mondo antico. Oggi per cambiare non serve solo coraggio, ma la forza intellettuale e fisica di cancellare un sistema ciclopico e soffocante, un sistema che opprime con finta democrazia, finto turn-over e burattini nei posti chiave. E si materializzano eventi inaspettati.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *