Racconto

Orione

In queste sere, di non poi tanto rigido inverno, mi soffermo spesso con la testa per aria, scrutando il cielo stellato. Da ignorante della materia non mi capita spesso di riconoscere stelle o costellazioni, ma la costellazione di Orione, con la sua cintura, è semplice da individuare. Rimango lunghi minuti ad osservarla appena davanti a me nel cielo scuro, notturno. Rigel, Betelgeuse, Bellatrix, Mintaka, Alnilam e Alnitak (la Cintura), Saiph, Meissa. Nomi esotici, esoterici nel mio immaginario, origini arabe. In questi momenti mi sento ancor più insignificante, infinitesimale rispetto ai destini di questo nostro Mondo, dell’infinito universo. Mi chiedo quale combinazione mi abbia portato qui e non chissà dove, mi chiedo che senso abbia il mio esistere parcellare, mi chiedo se esiste un motivo di tutta la sofferenza che mi assale e con essa queste domande. I nostri sforzi sono meno di briciole e le nostre vite durano un tempo ridicolo. Quanti mondi sono già spenti mentre guardo le loro stelle e quanti sono già nati nelle porzioni più buie dell’odierno cielo stellato? Perché mi assalgono prepotenti questi pensieri? 

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