Pensiero

Su Spotify

Eri pieno di luce, il viso rivolto verso l’alto mentre le mani lunghissime e bianche sfioravano la tastiera. Sorridevi e la musica…
Dio mio, la musica ci attraversò per sempre,
bella come non l’ho mai più udita.

Spotify: capisco e condivido profondamente la scelta d’uso. Personalmente lo uso soprattutto per la funzione “Stazione dell’Artista” che mi consente un ascolto molto vasto ma indirizzato nelle serate di blog-scrittura, quando non ho l’esigenza-esistenziale di un CD specifico. Ammetto di essere uno di quelli che la musica la “indossano” tutto il giorno. Come “indossatore” vado a periodi e, ad esempio, in questi giorni oscillo fra la musica punjabi-style (tipo Malkit Singh), quella folk (tipo Berroguetto), la folk-rock (tipo Korpiklaani o FolkSone) o lo shoegaze (tipo Alcest). Seguo l’onda dell’emozione e cambio l’abito chiedendomi “domani come tirerà il mio vento”. 

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