Genitorialità, Società

Bloccare per legge i siti pornografici

[BLOCCARE PER LEGGE I SITI PORNO di Mario Adinolfi.
Una modesta proposta per il Popolo della Famiglia: si andasse al governo del Paese, va prodotta una blacklist di siti pornografici da bloccare e rendere inaccessibili dall’Italia, va varata una legge ad hoc che stabilisca l’orizzonte normativo con cui se ne vieta la consultazione dal territorio del nostro Paese, va spiegato perché è necessario farlo. Thérèse Hargot nel suo “Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)” spiega i danni che l’industria della pornografia produce sui nostri figli. Già nella pre-adolescenza grazie al consumo gratuito via web l’immaginario sessuale dei nostri figli si forma su stereotipi dettati da quell’industria. L’oppressione sessuale secondo alcuni dettata dai comandamenti delle autorità religiose, si è trasformata in liberazione sessuale perché i comandamenti ora li detta il porno ai dodicenni? A farne le spese per prima, come sempre, la donna. Costretta ad avere rapporti sessuali precoci sempre più spinti, delimitata dentro il diktat estetico proposto dal porno, capace di promiscuità che diventa valore: darla via subito, darla a tutti. Questa è libertà? All’adolescente maschio non va meglio, deve essere “performante”, privo di défaillances, istantaneamente pronto all’accoppiamento. La dittatura pornografica si ferma con un provvedimento d’imperio che non limita alcuna libertà, ma ferma meccanismi di degrado della dignità della persone umana, che stanno devastando la sessualità nella contemporaneità. Serve una legge, una blacklist assolutamente praticabile come quella già in atto per alcuni siti di gioco on line non accessibili dall’Italia. Il sesso torni ad essere anche mistero e seduzione, scoperta dell’altro e, udite udite, amore. Non solo degrado, non solo commercio di sé. La pornografia on line va fermata per legge. Il Pdf può farsi carico di questa proposta. FB 02/02/2017 – 18:49]

Le risposte del social network a questo post sono in massima parte  contrarie, anzi contrariate. Si sprecano le offese dirette all’autore, i vaffanculo (sia da parte di maschi che di femmine). Si sprecano i commenti sull’impossibilità di ottenere tecnicamente un blocco dei siti (del resto musica, films, eventi sportivi sono comunemente fruibili in maniera pirata come del resto i siti porno). Si sprecano i commenti sul fatto che altre debbano essere le priorità da affrontare per un partito politico o un movimento oggi.
La verità è che, come già detto in un altro post, siamo carenti in educazione e in controllo parentale. Non è possibile infatti schermare tutte le informazioni che ci colpiscono e colpiscono i nostri figli: è nostro compito parlarne con loro, fornire la nostra esperienza, le nostre conoscenze e valori. Non ci sono tempi troppo precoci per accedere alla sessualità, ma ci sono modi per accedervi e con questi arriva la tempistica. Non è un problema di mistero e scoperta e neppure di amore: è una pulsione naturale che ci pervade dalla nascita (vedi le molte ed eminenti teorie psicologiche e della psicologia evolutiva in particolare) e non è una reazione alla “oppressione” sessuale cattolico-mediata, ma l’evolvere di questa normale pulsione, stressata dal fiume di “dati” oggi in possesso dei nostri figli. E’ la figura genitoriale, il suo ruolo e la sua credibilità che fornisce una delle armi migliori e con essa l’educazione, anche quella sessuale, così carente fra i banchi della nostra scuola e nelle nostre famiglie. In più vorrei ricordare che nessun proibizionismo ha prodotto buoni e duraturi effetti su droghe ed alcool, che quando un padre si limita a vietare perde in stima e credibilità ed è presto scavalcato. Il nostro Mondo è così complesso che non ammette soluzioni semplici o semplicistiche.
Se veramente si pensa di poter battere questa strada, si tratterà semplicemente volere il ritorno al Medioevo o all’Inquisizione.

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