Società

Lotto Marzo. Grazie al cielo é già il Nove

Lotto Marzo. Ogni libera e pacifica iniziativa è meritevole di esistere e di svolgersi. Giusto sensibilizzare. Mi chiedo però che senso abbia avuto abbinarla ad uno sciopero che, con il disagio procurato (anche a molte donne, madri e lavoratrici), ha oscurato il senso di questa ricorrenza. Tutti ricordano la giornata di ieri come una giornata di passione, di disagio e non come la giornata di riflessione sulla  condizione della donna oggi e sulle problematiche ad essa collegate, ancora così scottanti e attuali. Si insinuano già molti dubbi sull’opportunità di mantenerla o su come ripensarla: il sentimento di oggi  é quello di una soppressione.

Questa ricorrenza ha perso smalto ed incisività: le quote rosa sono un sostanziale fallimento, la fiera dell’ipocrisia, i femminicidi sono presenti e forse in aumento, le donne sono ancora discriminate in ambiente lavorativo perché possibili madri o in quanto madri, il nostro Stato é fra i più arretrati e sordi a politiche sociali degne. Le nostre donne sono sole, anello debole di una società arretrata, povera, prima di tutto culturalmente. In più i nostri maschi sono di un’ignoranza ed arretratezza spaventosa: incapaci di dominare istinti, incapaci di sopportare i naturali strappi di relazioni complesse e complicate (e quella con la propria compagna é forse la più difficile!). Non sono stati mai educati dalla nostra società, in quanto maschilista, ma neppure da genitori, spesso latitanti o da insegnanti quasi sempre pavidi.

Serve un rinnovamento di questa ricorrenza e un rinnovo dell’impegno: un impegno che, secondo me, deve essere educativo e coinvolgere a tutti i livelli questa nostra società e la politica di questo nostro vecchio ed egoista Paese.

Propongo quindi un nuovo slogan:

“Educo Otto Marzo: non si può ignorare l’educazione alle pari opportunità quotidiane”

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