Racconto

Fumo di pipa e crema di nocciola

Questo è uno dei primi pomeriggi primaverili e, dopo aver pranzato, ho fatto i miei quotidiani esercizi con il basso, mi sono seduto sotto il mio acero saccarino ancora spoglio e mi sono fumato un po’ di “Old Dublin” con una pipa comprata un paio di anni fa. Questa è una pipa che devo ancora “capire” e non sempre mi dà soddisfazione: oggi si, lo devo ammettere. Il tempo è incerto e forse questa sera pioverà, ma ora il freschetto che sento rende piacevole il tepore sprigionato dalla radica della pipa. Il fumo è molto denso e l’aroma molto deciso e maschio. Lascia in bocca la secchezza di un whisky torbato senza l’impiccio dell’alcool. Persiste in bocca per lunghi minuti e non scema anche ora che la fumata è terminata: ti lascia la voglia di un cucchiaino di crema alle nocciole che fra qualche istante assaggerò. È strano questo desiderio, ma è caratteristico delle mie fumate secche, maschie, anglosassoni. Non chiedetemi perché, non ho la risposta. La crema di nocciola è deliziosa al termine di queste fumate, dolce ed infinita. Abitualmente non amo in modo particolare il dolce e i miei tabacchi sono tipicamente British o al massimo Scottish. Ma è il massimo assaporare questa crema subito dopo avere gustato del tabacco tanto rude.

Post da leggere ascoltando “Sølvpilen” di Odd Nordstoga.

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