Racconto

Fumo di pipa

Fumare la pipa è rituale. E’ fatto di gesti lenti e ripetuti. Necessita conoscenza di se stessi, dei propri gusti per gli aromi, per la pipa da utilizzare, dei tempi utili, di mood e di luogo dove farlo. Inutile iniziare la “fumata” se non si dispone di tempo, luogo e mood. Adoro scegliere la pipa, pulirla, scegliere il tabacco, preparandolo fra le palme delle mani, scaldandolo e lasciando che trasudi umidità e “olio”. Piacevole caricare la pipa con strati via via più compatti, accenderla, assicurarmi una combustione omogenea con basse temperature. Una capacità che si acquisisce con pazienza e ripetute fumate. Arrivo a passare una buona ora con la pipa scelta, con le volute di fumo denso, con i miei pensieri e con la mia musica. E’ il momento mio, solo mio. Un momento di egoismo puro, di possesso del mio tempo che gestisco lasciandolo scorrere fra i rivi di fumo che si avvia nell’aere e che sprigiona quel profumo che mi inebria. Lento il tabacco brucia, braciere delicatamente alimentato d’ossigeno, mille piccole particelle infuocate nel buio attorno a me. Profumi secchi, intensi che lentamente di addolciscono morendo in lontananza.

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