Racconto

La parte migliore della serata è stata la pietanza

Questa sera sono a cena con sconosciuti colleghi. I primi momenti sono abbastanza strani con fugaci presentazioni che poi lasciano spazio all’imbarazzo. Io, come sempre, sono rilassato in attesa dei manicaretti toscani, ma percepisco la tensione del momento. Come sempre mi accade in questi casi, spezzo gli indugi, anche perché odio cenare in silenzio: la cena per me è momento di scambio, di discussione, di colloquio familiare, momento saldante le singole quotidianità.  Cerco così di guidare il colloquio raccontando dei miei cani e dei miei figli: non un gran argomento per i miei commensali, ma almeno spero di  sciogliere le rigidità e l’imbarazzo. E in effetti ci sono riuscito. Ora mi sono sentito sollevato e in più piacevolmente sazio grazie ai sapori toscani. Ho molto gradito l’assaggio di ribollita, che è il mio piatto toscano preferito, con il piacevole gusto del cavolo nero e dei cannellini.

In conclusione: la parte migliore della serata è stata comunque la pietanza.

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