Società

Divorzio, un transito

Si parla di divorzio: “durante la settimana che sta per iniziare […] firmerò la più grande sconfitta della mia vita” [FB 16/04/2017]

A riguardo di questa considerazione ho risposto: “La vita è fatta di eventi e passaggi: ognuno ha una sua dignità e lascito. Non ci sono sconfitte ma transiti. In ognuno c’è del buono, del bello ma anche del negativo, magari dell’irrisolto. C’è un ieri, un oggi ed un domani. Guai non fosse così e vale per tutti”.

Un simile passo segna la vita di chiunque e la mia riflessione riguarda il dopo: come vivere dopo questo termine?
Una strategia potrebbe essere vivere buttando via il prima e correndo a conquistare il domani. Ma mi verrebbe da pensare quale possa essere l’utilità interiore, intima, di tale scelta: servirebbe a lenire il dolore causato dal rapporto andato in frantumi? Eliminerebbe un fardello ostacolante la vita futura?
Mi chiedo se non possa essere meglio tenere con sè qualcosa di questo rapporto, durato anni. Una volta superato l’astio per la controparte (umano, ma sicuramente poco pratico) potrebbe essere utile, psicologicamente, tenere i ricordi positivi, quelli che ci confortano e fanno stare  bene (del resto, nonostante tutte le arrabbiature verso i nostri genitori, tutti conserviamo gelosamente i bei momenti passati con loro nelle nostre fasi di crescita).
Credo non ci sia un modo giusto per questo ennesimo passaggio, non una ricetta, forse solo un transito.

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