Società

Podcast di giornalismo

Ci sono molti modi per  conoscere e ragionare sui fatti del mondo e della società odierna: si può leggere, dialogare, vedere un programma o un film particolare, ascoltare la radio. Negli ultimi mesi lo faccio ascoltando i podcast di quei giornalisti che reputo più validi e soprattutto moderni e accattivanti nei loro format. In particolare c’è un giornalista, che nel suo format, mi ricorda il “Chiamate Roma 3131″( Radio2 1969-1974) che la sera accompagnava mia madre durante la preparazione della cena e che io, piccolo, non capivo. Parlo di Gianluca Nicoletti ed il suo Melog su Radio24. Ogni giorno, tornando in macchina dal lavoro ho il tempo di ascoltarne il podcast ed ascoltare come tratta molteplici e spesso poco comuni argomenti: e mi si apre un mondo, perché scopro che sono poco comuni per me, non in assoluto. E cresco. Colgo così l’occasione di approfondire autonomamente le mie conoscenze e la mia competenza. Ho ascoltato, conosciuto ed approfondito in particolare argomenti legati alla crescita figliale e ad aspetti nuovi dell’essere sociale, in relazione ai mondi creati dai socialmedia, di come possano essere la frontiera del nuovo modo di relazionarci, all’interno della nostra categoria generazionale e nei rapporti intergenerazionali, di quel esistere in quanto esseri “social” con tutto quello che questo comporta, nel bene e nel male. Ho rinforzato la conoscenza di bullismo, anoressia e bulimia, ho conosciuto i concetti di “bomberismo”, di “Hikikimori”, il fenomeno del “tagliarsi” e delle paure legate al fenomeno “blue whale” (il gioco che porta al suicidio, ma che pare solo un fake). Sfrutto una tecnologia che permette di superare i limiti del radiofonico, con orari spesso incompatibili con la mia attività lavorativa. Tecnologia che permette di recuperare negli archivi le puntate passate per riascoltarle ma anche per recuperare ciò che sarebbe altrimenti restato inascoltato e quindi ignorato. Il tutto con la praticità dell’ascolto: uno smartphone, un sistema di diffusione in macchina o in casa, ottimizzando così i “tempi morti”, ad esempio, dei trasferimenti in macchina o su mezzi pubblici. Il tempo è prezioso, così come la detenzione di informazioni e col podcast ottengo anche questo. Lavoro e casa i miei limitati orizzonti, con ore occupate, la stanchezza anche mentale, i problemi familiari ed un podcast per restare collegato al mondo con la possibilità di non restare al palo. La mia routine.

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