Società

I rapper sono mediamente dei tamarri

Questa mattina, mentre mi stavo godendo la colazione al bar, scorrevano in TV, in uno di quei canali per video musicali, le immagini di una canzone rap. Ho squadrato il rapper e mi sono reso conto che queste immagini le ho già viste anni fa perché “i rapper sono mediamente dei tamarri”.

La golf nera con lo stereo “a palla”, il mega-subwoofer sotto il sedile. Il terribile effetto Doppler al transito nella via. Il rimbombo osceno dei bassi fra i palazzi delle case popolari e i vetri tremanti: “è passato quel tamarro di…”. Subito riconosciuto dal ritmo dei bassi e dalla velocità di transito: il frenetico che ci delizia per qualche secondo, il tranquillo che lentamente ostenta i suoi watt, l’artista che sceglie, non si ripete, e cerca di aggiornare i nostri timpani all’ultimo pezzo da disco club.
Duro studiare vista la frequenza dei transiti.

Ma il massmo era incontrarli nei cortili con il look ingioiellato e le tepa sport  personalizzate dai colori quantomeno poco probabili per non dire imbarazzanti (mi son sempre chiesto come facessero a tingerle quelle tepa tarocche da mercato di strada del Giovedì). Fenomenali compagni di partite di calcio da cortile, di lunghe partite a “buca” o “galletto” e svezzati dalla personalizzazione di motorini ciao e garelli neri e oro (novelli carrozzieri con le bombolette spray nel fondo di un box o del locale pattumiera). Tutti personalizzavano il proprio golf  (e la R5 di li a pochi anni) nero col coniglio adesivo di Playboy e con quel piccolo coniglietto simbolo di provetto scopatore (in verità venivano discretamente scansati, non perché brutti o non desiderati dalle fanciulle, bensì perchè spesso ricercati da padri attrezzati di bastone ma spesso anche di cannone).  I più vanesi arrivavano a ben tre coniglietti che forse, come sulla carlinga di uno Spitfire, stavano a rappresentare la capacità di amatore e la quantità di prede castigate (ma quante femmine vale ogni coniglietto non è mai stato definito)

Una escalation, dal garelli adolescenziale al golf  della maggiore età, tempestato di insuccessi scolastici, piccoli furti, cazzotti dati e presi, canne e pere. Qualche fortunato trovava la brava ragazza che lo ricentrava quasi del tutto, perché un po’ di “tamarraggine” rimaneva sempre addosso: passeggino e uno bianca con le minigonne e lo stemmino dell’Italia, a colori rigorosamente invertiti, sotto la scritta “UNO”.

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