Il mio post de 5 Febbraio 2017 sulle migrazioni é, con tutta probabilità, il manifesto della mia ingenuità e buona fede. Dopo le esternazioni del magistrato Zuccaro (Zuccaro LA-LA-LA-LA-LA Zuccaro – cit. G. Cruciani in La Zanzara) sul ruolo delle ONG nel soccorso ai migranti, comincio a pensare che questa mia ingenuità sia veramente disarmante fino all’imbarazzo. La migrazione é in larga parte un business, non solo per chi organizza queste “tratte”, ma anche per chi i migranti li accoglie, grazie ai quattrini e i servizi erogati dallo stato. Un flusso che viene giustificato con la presenza non di migranti, bensì di “richiedenti felicità” (cit. D. Parenzo – La Zanzara) e che mina i precari equilibri di una società provata da anni di crisi economica e ultimamente impaurita dalla “Jihad islamica”.  Duri colpi ad una gestione equilibrata del fenomeno migranti sono gli atteggiamenti divisivi di quasi tutti gli stati di questa Europa, sempre meno unità, e questo falso alone di virtuosismo, accoglienza e solidarietà italica. La verità è che l’italiano medio é lasciato ai sui pensieri da una politica incapace e poco credibile, che spreca soldi ed energie nei soliti filoni: banche, economia, finanza. Niente giustizia sociale, continue polemiche su tematiche che uno stato serio dovrebbe imporre con la credibilità e la severità di padre giusto, per il bene comune, per la tutela della società che governa.
La campagna elettorale è ufficialmente aperta e si ascolta la pancia di questa società, che di cervello non ne ha. Si é arrivati al punto che N. De Luca (governatore della Campania, noto per monologhi sull’emittente salernitana “Lira TV”) apra all’ipotesi della chiusura dei porti, come già hanno fatto in pratica tutti i partner europei (sa tanto di linea clandestina del PD). Si apre ad una “stretta” sull’accoglienza ma, tranquilli, si tratta solo di prove di tattiche per il consenso. I soliti talk-show politicizzati e gridati la sera si riempiranno di tutto questo e regaleranno un’estate “ragionata”, tra un canadair ed una granita, che ci porterà alla soglia delle elezioni o in uno studio psicanalitico… poco prima di rovistare nel pattume.

La migrazione è un business che si approfitta della disperazione (umanitaria o economica). La politica ancora una volta è inadeguata nelle analisi e nelle risposte.  L’informazione è spesso inquinata, condizionata (più o meno consapevolmente). I social media amplificano le reazioni, le semplificazioni, la confusione.

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