Seguire la trasmissione “La Zanzara” su Radio24, vuol dire alla lunga conoscerne le linee portanti, il ricorrere di temi, lo stile giornalistico. Ho già scritto di come, a mio modesto parere, la trasmissione sia ben articolata nel cercare di estrarre la vera essenza e gli istinti del “bobolo” (cit. G. Cruciani).
Nel farlo i due conduttori la rendono anche molto umoristica, ironica e sarcastica.
Oltre ai filoni strettamente legati all’attualità giornalistica, esistono altri filoni che con questi si intrecciano ed accavallano: quello porno-erotico (lo squirting, la prostituzione, il feticismo), quello sul genere umano (i camionisti, i taxisti, la prostituta di Codroipo, gli psicotico-urlatori come Mauro da Mantova e Roberto da Varese, il Karma), quello “comportamentale” (il lavarsi, lo “scaricarsi”, l’uso protratto dell’intimo). A quest’ultimo filone potrebbe essere ricondotto uno dei momenti cult della trasmissione, quelli che coinvolgono il rapporto Parenzo-Spettatori e che riguardano la teorizzazione della presenza di una “Maggioranza Silenziosa Parenziana” (spesso in in antitesi con il “Noi con Cruciani”). E’ gustoso raccoglierne “i principi” enunciati nel corso di più puntate ed accorgersi di come il faceto elenco ben rappresenti l’ironia del personaggio Parenzo, che lo rende piacevole e “cult” (mio figlio ironicamente, apparecchiando la tavola ricorda sempre di non mettere in tavola l’acqua in bottiglie di plastica).
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La maggioranza silenziosa parenziana
  • ascolta “La zanzara” ma non interviene telefonicamente
  • chiama i migranti “richiedenti felicità”
  • va a cena con Zagrebelsky
  • frequenta la Scuola di Einaudi
  • è assolutamente antifascista
  • é tendenzialmente di sinistra (anche se non è un elemento caratterizzante)
  • fa la doccia, cambia l’intimo tutti giorni e non lascia segnacci sulle mutande
  • non fà la pipì nei lavandini
  • Non va a trans, ma neppure con prostitute
  • porta a cena la donna, le offre fiori e champagne e poi la “schiena”
  • ha una moglie che, ufficialmente, non squirta
  • non è vegano, fruttariano o melariano, ma con moderazione
  • segue le regole del galateo parenziano:
  • L’acqua in brocche di vetro, mai le bottiglie in plastica sulla tavola
  • I tovaglioli devono essere sempre in tessuto
  • Se la tovaglia ha un importante motivo, ad esempio floreale, il piatto dovrà essere sobrio, magari monocolore
  • Il centrotavola deve essere di dimensioni discrete in modo da non ostacolare la conversazione

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