Quanto prima si tornerà all’Europa dello scambio di persone, merci e servizi, tanto prima saranno, verosimilmente, disponibili risorse economiche e “politiche” per affrontare una crisi che pare senza fine. Non si tratta che di eliminare una macchina mostruosamente rigida, burocratica e falsamente democratica: lo sforzo di solidarietà è una pura chimera dato che non c’è mai stata una sincera unità politica ed economica, bensì una continua ed estenuante condizione di mediazione, frustrata costantemente dell’interesse nazionale di turno. Non possiamo pensare agli Stati Uniti d’Europa come agli Stati Uniti d’America, i cui Stati non avevano la storia secolare di stato come hanno quelli europei. Parliamo per gli USA di un sentimento condiviso di Unione che attraversava larga parte di quelle lande: lo stesso sentimento non aleggia in tutti noi che uno stato o un regno lo abbiamo da molti più secoli. E’ una certezza che  la libera circolazione di persone, merci e servizi sia molto importante e positiva per l’area; il resto è artificioso, macchinoso, pesante, una zavorra per la crescita di questa parte di mondo.

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