Non è semplice avere un punto di partenza e uno di arrivo. Parliamo di questo blog che nasce dal desiderio di esternare un disagio (del resto comincia con un posts sul “vai a leccare i bicchieri”) e che ho infarcito di considerazioni e di esternazioni, per poi introdurre brevi racconti, soprattutto sui miei vissuti di case popolari. Si tratta di una “mera complicazione” di un viaggio fra due punti? Dopo quasi 200 posts non sono più sicuro che il punto di partenza sia ancora attuale, ma ancora meno mi è chiaro dove io voglia arrivare: voglio descrivere? voglio analizzare? voglio raccontare? Voglio mettere tutto me stesso o solo alcuni pezzi di me? La storia raccontata in “Heroin” é un fatto vero, accadutomi, o é solo un’espressione della mia fantasia? Ecco la “mera complicazione”.

A tutto questo si aggiunge la voglia, quasi compulsiva, di scrivere. Soprattutto su carta. A forza di scrivere nascono idee e progetti ed è sempre più facile impugnare la penna e seguire i tratti che si compongono sulla carta. Sto amando la “mera complicazione” e il passaggio cartaceo dei miei post. La nostra mente é imprevedibile: quando scrivo su carta i pensieri fluiscono come un fiume in piena, su supporto digitale questo non accade e mi trovo spesso bloccato, inespressivo, banale. Quello che abbozzo su carta pare invece subito sensato, con una sua dignità. Traggo piacere da queste nuove sensazioni e mi sono comprato un bel quaderno: sono entrato in  uno di quei china-stores che hanno invaso le nostre cittadine, nella confusione di un buon numero di avventori ho subito focalizzato la mia scelta, uno di quei quaderni con copertina rigida, elegante nel suo colore verde bottiglia, con pagine dalle righe decise, di quelle che utilizzi una sì e una no. Una “mera complicazione”: voglio la carta per creare e il digitale per diffondere. Voglio coniugare il vecchio con il nuovo. Due anime, molti ricordi e moderne analisi, antica scrittura e moderna elaborazione. Mi sento sempre più ancorato ai ricordi e al mio vissuto, ma con un desiderio di continua crescita: raccontare nuove storie ed elaborare nuovi pensieri ma con lo scopo di crescere senza dimenticare le mie origini.

Il blog dovrà essere deposito di questi pensieri perché qualcuno finisca per leggerlo, per criticarlo, per suggerire e magari per condividere. Il blog dovrà passare dalla dimensione strettamente diaristica ad una dimensione editoriale. Non voglio che perda completamente la sua connotazione malinconica, ma non posso permettere che finisca per essere solo uno sfogo e che questo finisca per soffocarlo.

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