Gentile David Parenzo le scrivo perché ammiro la Sua capacità di avere alcuni dogmi che ne sorreggono il pensiero. Non posso però confrontarmi con i dogmi che andrebbero ascoltati e accolti come tali. Ammiro la Sua capacità di farli propri e mantenerli a caposaldo di tutto il proprio essere intellettuale e sociale: sarà, così, sicuro riferimento dei figli dal punto di vista educativo e fornirà loro, almeno nei primi anni della loro vita, un solido riferimento per le prime incertezze e le prime domande; sarà chiaro riferimento per chi la accoglierà intellettualmente; sarà solido con se stesso. Ma la sento così lontano da me che ho un grosso punto debole: il concetto di tempo; tempo che mi rende diverso da quello che ero solo qualche minuto fa. E con il tempo anche il pensiero e le opinioni. Potrei forse vivere senza ansia se potessi avere alcuni dogmi a sorreggermi. Ma non è da me. Credo nelle risposte da dare oggi, che prendono spunto da tutto il bene ed il male che ho studiato, imparato, ascoltato e vissuto. Credo che queste risposte possano essere sempre modificate e ripensate. Quel principio che oggi mi sembra valido e sacrosanto potrebbe non esserlo più nel futuro e quindi non mi ci voglio ancorare. Non argomento con Lei perché non riesco a rispondere con un dogma a un dogma, perché non vorrei farle cambiare opinione su nulla, perché spero che arrivi da solo a sgretolare alcuni suoi dogmi, per convinzione personale e per crescita. Tutti i giorni ricordo a me stesso di non fermarmi, di lasciare scorrere ed evolvere il mio pensiero. Desidero che le mie idee, i miei consigli, vengano accolti e condivisi, ma non per sempre, solo ora. Desidero allo stesso momento che non siano considerati assoluti e finiti, ma che si capisca che presto non saranno più validi e che dovranno essere abbandonati e che dovranno evolvere rinnovandosi. Questo modo di pensare e di fare mi ha portato all’autorevolezza come genitore, ma non nel mio vivere sociale (e del resto la società che vivo è assai più complessa di me), ma soprattutto ha generato una grossa quantità di ansia. Cosa ne pensa lei?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *