Case Popolari, Racconto

La notte dei R.O.S.

Un tonfo sordo e un colpo ben distinto, forte. Poi le urla, lo scalpiccio dei vibram d’ordinanza e subito un silenzio irreale per 30 secondi. Infine il vociare sulla rampa di scale condominiale. Tre di notte, qualche minuto prima di tutto questo, mi sveglio di soprassalto, come per un incubo, per un brutto sogno. Sono sudato come quando mi svegliano la notte, durante la guardia per un intervento. Ma non è un incubo, sta per accadere qualcosa, non è il solito silenzio condominiale, non è rotto da qualche anelito, è irreale e sospeso: una sgradevole sensazione. Mi avvio verso la cucina per un bicchiere d’acqua, ma noto da sotto la porta di casa una luce tremolante come di torcia elettrica in prossimità dell’uscio. Troppo silenzio per un’effrazione e poi, a ben pensarci, chi verrebbe a rubare in pieno cortile, con il rischio di essere rintracciato, prima ancora che dalle forze dell’ordine, da qualche “conoscenza” di clan. Dallo spioncino dò uno sguardo e noto alcune ombre presso la porta del vicino, ombre e passamontagna: ma cosa pensano di fare? Ombre tutte uguali di divise e una scritta sulle spalle:  R.O.S. Un’operazione notturna, non una novità in verità in quegli anni di cortile, ma mai su questo pianerottolo, così anonimo, così “case popolari”, così immigrazione meridionale. Una retata per spaccio di droga, per detenzione di droga, proprio alla porta accanto, per prelevare un padre di famiglia, apparentemente come tanti nel cortile. Si palesa quello che si è sempre saputo, per niente inaspettato o insolito.  È solo particolare vederlo accadere davanti agli occhi: un tonfo sordo e poi un calcio a sfondare la porta, un attimo in cui tutte le ombre incappucciate e, solo ora lo noto, armate corrono all’interno dell’appartamento. Trenta secondi e poi tutti fuori di corsa con il padre di famiglia incappucciato e ammanettato. Un’anziana vicina sbircia dallo spiraglio della porta di casa aperta e subito viene ricacciata all’interno dei bruschi e severi modi di un’ombra. Pochi istanti e nuovamente il silenzio. Scorre l’acqua dal rubinetto in cucina, un sorso fresco e poi in bagno per la pipì. Torno a letto accolto da Morfeo. Al giorno dopo i dettagli.

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