Case Popolari, Racconto

Gioco della bottiglia (Spin the Bottle)

Gira rumorosa per un tempo che pare eterno. Sembra non fermarsi più. Nel frattempo frullano i miei pensieri e con loro i miei desideri. Ho fermato per un istante i miei occhi sulle sue folte sopracciglia, gli occhi chiusi e le labbra fini, appena accennate, tremolanti. Le ho immaginate bacianti, tiepide e morbide. Tre anni di attese. Mi è sempre piaciuta, fin dal primo saluto, seduta nel banco vicino al mio, nei suoi undici anni di ragazzina timida. Capelli neri, occhi castani, un sorriso appena accennato, modesto. Io troppo timido per andare oltre un flebile saluto. Tre anni di mattine a scuola, qualche pomeriggio di studio e di ricerca. Ci si è sempre parlati, da compagni di classe, per condividere nozioni e ricerche. Qualche merenda. Ora tutto girava in quella penombra. Uno, due, tre anni di attesa. Fra poco il vetro verde della bottiglia si fermerà, indicando. Una festa di compleanno per ottenere dalla sorte quello che in quegli anni non ero stato capace di chiedere. Mi era sempre mancato il coraggio, perché le ragazze facevano ben più paura del cortile e delle sue insidie. Nel cortile avevo sempre saputo come muovermi, c’era una paura che però non mi aveva mai fermato, ma con lei mi paralizzavo al dunque. Lei non aiutava, mi sembrava enigmatica, un po fredda, formale. La bottiglia sta rallentando, la mia attesa si fa spasmodica: meno male che la penombra mi protegge da sguardi indiscreti. Non sopporterei che qualcuno scoprisse questa mia simpatia. La bottiglia è ora ferma, ghiacciata nel suo verdetto. Fra pochi giorni gli esami e poi saremo pronti per le superiori. Un’ultima estate prima di un nuovo ciclo. Ma sarei rimasto senza assaporare quelle labbra. Per sempre.

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It turns noisy for a time that seems eternal. It seems not to stop anymore. In the meantime my thoughts are mixed and my desires with them. I stopped my eyes for a moment on his bushy eyebrows, his eyes closed and his lips thin, just hinted, flickering. I imagined them kissing, lukewarm and soft. Three years of waiting. I’ve always liked, from the first greeting, sitting in the bench next to mine, in his eleven years of shy girl. Black hair, brown eyes, a slight smile, modest. I’m too shy to go beyond a faint greeting. Three years of mornings at school, a few days of study and research. There has always been talk, from classmates, to share notions and research. Some snack. Now everything turned in that dim light. One, two, three years of waiting. Soon the green glass of the bottle will stop, indicating. A birthday party to get by chance what I had not been able to ask in those years. I had always lacked courage, because the girls were far more afraid of the courtyard and its pitfalls. In the courtyard I had always known how to move, there was a fear that never stopped me, but with her I paralyzed to the point. She did not help, it seemed enigmatic, a bit cold, formal. The bottle is slowing down, my wait is spasmodic: thank goodness that the penumbra protects me from prying eyes. I would not bear anyone to discover my sympathy. The bottle is now still, frozen in its verdict. In a few days the exams and then we will be ready for high school. One last summer before a new cycle. But I would have remained without savoring those lips. Forever.

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