Personale

La vita di Adele

Dopo aver cenato, per caso scegli un film di cui non sai nulla. Per tre ore rimani immerso in un vortice di dolcezza, erotismo e malinconia. E soprattutto da quest’ultima, la mia preferita, rimani pervaso, intriso, tanto da volerla indossare per sempre, dolce e tiepida. Per tre ore il mio mondo si è fermato… completamente. Nessun rumore, nessun pensiero, solo emozioni. Per tre ore. Un opera che racconta crescita emotiva e sentimentale, che lascia ben presto ai margini tutto quello che non riguarda questa crescita. Ovattati sono presenti tutti gli stereotipi negativi legati ad un amore LGBT, ma alla fine rimane solo il racconto intenso di un sentimento che è trasversale, assoluto e che fa dimenticare che si tratti di un amore omosessuale. Il film tocca tutti gli aspetti di questo sentimento: l’innamoramento, l’ubriacatura emotiva, il sesso, la presa di coscienza della particolarità di questo amore, il suo viverlo, il tradirlo, lo struggente allontanamento e la perdita. Il film si chiude come è la vita, senza un lieto fine o un finale drammatico, con la malinconia di una vita che andrà avanti comunque e con un futuro da affrontare. Alla fine rimane impresso il sublime momento malinconico, quello di un amore ormai lontano, che ti rimane dentro per sempre e che ti accompagna col suo tepore.

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