Case Popolari, Racconto

Parcheggiata per arresti domiciliari (Parked for house arrest)

Una Mercedes nera, sempre un po’ sporca, parcheggiata a lungo, in cortile dove non si può. Ingombrante, per mesi ferma a dar fastidio. Ma nessuno si è mai sognato di protestare per il disagio arrecato. Nessuno. Mai. E tutto questo si è ripetuto, anno dopo anno, senza che nessuno osasse. Il padrone era agli arresti domiciliari, spesso, molto spesso. E la sua macchina giaceva immobile per mesi. Un obbligo di firma alle 18 in punto e una vecchia volante dei Carabinieri si fermava per pochi minuti. Un giovane militare, spesso di leva, saliva quei pochi gradini con un consunto registro, come quello dei professori sulla cattedra di tulle le scuole dello “stivale” italico. Poi tutto tornava sospeso, macchina compresa. Il signor S. la mattina lo trovavi in latteria per la colazione e il primo pomeriggio al bar, ma alle 18 era a casa, sempre. Passarono gli anni ma non quella Mercedes, usata così poco, ma tanto tollerata. Ormai era un segno inequivocabile: parcheggiata per arresti domiciliari. Chi avrebbe mai osato lamentarsi?

Da alcuni anni ormai la Mercedes non staziona più in cortile. Con l’avvento degli euro5 e degli euro6 non poteva di certo circolare liberamente, anche se non lo ha mai fatto. Come per anni non lo ha fatto il proprietario: circolare liberamente.
Quell’uomo è scomparso come la sua rottamata auto. Non ho idea se sia morto o se rimanga in casa perché consumato dalla vecchiaia. In ogni caso mi chiedo quanta vita si sia goduto confinato in quella casa e poche centinaia di metri più in là, in latteria o al bar.

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A black Mercedes, always a bit ‘dirty, parked for a long time, in the yard where you can not. Cumbersome, for months stopped to annoy. But no one has ever dreamed of protesting the inconvenience caused. Nobody. Never. And all this was repeated, year after year without anyone daring. The master was under house arrest, often, very often. And his car lay still for months. A signature obligation at 18 o’clock and an old Carabinieri steering wheel stopped for a few minutes. A young military man, often by force, climbed those few steps with a well-known register, like that of the professors on the chair of tulle, the schools of the Italian “stivale”. Then everything came back suspended, including the car. Mr. S. in the morning you found him in the dairy for breakfast and the early afternoon at the bar, but at 18 he was at home, always. Years passed but not that Mercedes, used so little, but so tolerated. By now it was an unmistakable sign: parked for house arrest. Who would have dared to complain?

For some years now, Mercedes has not been in the yard anymore. With the advent of the euro5 and the euro6 could certainly not move freely, even if he never did. As for years the owner did not: move freely.
That man has disappeared as his scrapped car. I have no idea if he is dead or stays at home because he is consumed by old age. In any case, I wonder how much life has enjoyed confined in that house and a few hundred yards away, in the dairy or the bar.

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