Pensiero, Società

L’arte del non essere nessuno

Sicuramente io sono un Signor Nessuno. Uno che non conta e che, più di tanto, non conterà mai. Con orgogliosa e fredda considerazione io sono questa cosa qui. Ma questo post non vuole raccontare di me o di chi è un “Signor Nessuno”. Vuole parlare di chi non è nessuno e, nel tentativo di emergere e primeggiare, non fa altro che confermare il proprio status di “nessuno”. Parlerò dell’arte messa in campo nella speranza di risultare un “qualcuno”. Ecco perché parlo de “L’arte del non essere nessuno”. Il più fulgido esempio è quello fornito dal “canguro (rif. post del 04/01/2017). È l’essere che parla di se stesso e pubblica post a ripetizione incensando le proprie capacità, la propria sensibilità, la propria caparbietà, mettendo in risalto qualità morali ed educative. Nel contempo il “canguro” si circonda di una schiera di inetti che, permettendogli di svettare, non fa altro che gonfiarne immagine e stima. Marketing del nulla si potrebbe arrivare ad affermare. La costruzione di questa posizione coinvolge anche il “cerchio magico” dei prossimi al “canguro” che, carichi e pregni delle doti infuse dal capostipite, stanno lì, esempi fulgidi, a testimoniarne gli infiniti pregi. Lo so che state pensando che ne sia invidioso e che, in quanto “Signor Nessuno”, ne provi una profonda, meschina, avversione. Il “canguro” però è quello che non potrei mai essere. E su questo vi do’ assolutissimamente ragione. Ma l’arte del “canguro” è proprio quella di instillare nelle vostre menti queste considerazioni, mentre rimane un “nessuno”; ecco che assurge a dignità di “qualcuno” grazie a questa vostra infatuazione, a questo vostro elevare le banalità che enuncia quotidianamente. Sarà grazie alla vostra inettitudine e alla vostra complicità che continuerà ad alimentare il proprio ego. E non ci sarà più rovinosa caduta di chi si erge in alto senza solide basi; solide basi che non siete certamente voi. Ma il “canguro” è anche lo specchio di questi nostri tempi arroganti e superficiali, di questo tritare gli altri, di questo sentirsi sempre migliori di. È stucchevole leggere e ascoltare il “canguro” e quelli come lui. È così grottesco che non si aspetta altro che un nuovo post, per sorridere de “L’arte del non essere nessuno”.

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