Case Popolari, Racconto

Parcheggiata per arresti domiciliari (Parked for house arrest)

Una Mercedes nera, sempre un po’ sporca, parcheggiata a lungo, in cortile. Usata così poco, ma tanto tollerata. Ormai era un segno inequivocabile: parcheggiata per arresti domiciliari. Non poteva di certo circolare liberamente. Come per anni non lo ha fatto il proprietario: circolare liberamente.

A black Mercedes, always a bit dirty, parked for a long time in the yard. Used so little, but so tolerated. By now it was an unmistakable sign: parked for house arrest. He certainly could not move freely. As for years the owner did not: move freely.

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Gioco della bottiglia (Spin the Bottle)

Gira rumorosa per un tempo che pare eterno. Sembra non fermarsi più. Fra poco il vetro verde della bottiglia si fermerà, indicando. Per ottenere dalla sorte quello che in quegli anni non ero stato capace di chiedere. La bottiglia è ora ferma, ghiacciata nel suo verdetto.

It turns noisy for a time that seems eternal. It seems not to stop anymore. Soon the green glass of the bottle will stop, indicating. To obtain from fate what I had not been able to ask in those years. The bottle is now still, frozen in its verdict.

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La notte dei R.O.S. (The night of R.O.S.)

Un tonfo sordo, lo scalpiccio dei vibram d’ordinanza. Un’operazione notturna, non una novità in verità in quegli anni di cortile, su questo pianerottolo, così anonimo, così “case popolari”, così immigrazione meridionale. Trenta secondi e poi tutti fuori di corsa. Al giorno dopo i dettagli.

A dull thud, the patter of the ordinance vibrams. A night operation, not a novelty in truth in those years of courtyard, on this landing, so anonymous, so “social housing”, so southern immigration. Thirty seconds and then all out of the race. A day later the details.

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Il più delinquente del cortile (The most villain of the courtyard)

Picchiare il prossimo può essere divertente, ma lui ne picchiava venti alla volta e ci scommetteva. Era sicuramente introdotto negli ambienti della malavita locale e milanese. Gli anni cambiano, ma per lui di più dopo un lungo soggiorno nelle patrie galere. Lui era salito in macchina e girato la chiave per avviarla. Un tremendo boato. Non morì. Neppure il Signore l’aveva voluto, ma accolse la sua vittima successivamente.

To beat the next one can be fun, but he beat twenty at a time and bet on it. He was certainly introduced into the local and Milanese underworld. The years change, but for him more after a long stay in the homelands galere. He had climbed into the car and turned the key to start it. A tremendous roar. He did not die. Not even the Lord had wanted it, but received his victim later.

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Le urla del primo pomeriggio (The screams of the early afternoon)

Da un appartamento, le cui finestre si affacciavano sul nostro squarcio di cortile, provenivano le urla di un ragazzo in perenne conflitto con la madre. “Sei una puttana” gridava nitidamente. Era tutto scomparso, svanito in cambio di spiccioli per la dose giornaliera. A quella madre non erano rimaste che lacrime amare da versare la sera prima di coricarsi, terminate le preghiere. Ma non ne versò una al funerale del figlio.

From a flat, whose windows overlooked our courtyard gash, came the screams of a boy in constant conflict with his mother. “You’re a whore,” he shouted neatly. Everything was gone, vanished in exchange for small change for the daily dose. To that mother there were only bitter tears to be shed in the evening before going to bed, ending the prayers. But he did not pay one to his son’s funeral.

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Urla di vento (Screams of wind)

Ricordo il frusciare delle chiome dei cinque pioppi che confinavano con il cortile. Il mostro lo immaginavo scuro, tetro, alato e con gli occhi di bragia. I mostri spaventano i bambini.

I remember the rustling of the foliage of the five poplars that bordered the courtyard. I imagined the monster dark, gloomy, winged and with eyes of bragia. Monsters scare children.

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Scazzottate (Fistfights)

Non c’è giorno che passi, che possa definirsi tale, senza che qualcuno scambi qualche colpo di “nobile arte”. Non parliamo poi le botte date e prese per difendere un principio: il mio era “il pallone è mio e quindi io gioco”. Principio sacrosanto. Purtroppo per me, i calciatori più capaci erano anche quelli più prepotenti e abili con le mani. Pertanto quando arrivava il momento, tendevo a proteggere il labbro.

There is no day that passes, which can be defined as such, without anyone exchanging a few strokes of “noble art”. We do not talk then the beatings dates and taken to defend a principle: mine was “the ball is mine and then I play”. Sacrosanct principle. Unfortunately for me, the most capable players were also the most arrogant and skilled with their hands. So when the time came, I tended to protect the lip.

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Memorie di droga e morte (Drug and death memories)

Era una bella ragazza del cortile. Al termine delle elementari avrebbe fatto a pugni se fosse servito e di sicuro il suo vocabolario non avrebbe sfigurato in qualsiasi contesto portuale. Passava pomeriggi seduta con la sua bambola ad aspettare, seduta sugli scalini del portone condominiale. La sua bellezza sfiorì ben presto e lei divenne un’ombra malcilenta e denutrita. Non sorrideva nei pochi momenti di lucidità. Non aveva un sorriso sulle labbra, ma ancora quel rossetto sgargiante, sbavato.

She was a beautiful girl from the courtyard. At the end of the elementary would have punched if it was served and for sure his vocabulary would not disfigured in any port context. He spent his afternoons sitting with his doll waiting, sitting on the steps of the condominium door. Her beauty soon brushed and she became a malevolent and undernourished shadow. He did not smile in the few lucid moments. He did not have a smile on his lips, but still that gaudy, smudged lipstick.

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Vita in Apecar (Life in Apecar)

Nel cortile c’era un uomo trasandato, vecchio da sempre, consumato dalle intemperie, come un marinaio o un pescatore, con una vita complicata. Nel cortile si diceva che fosse la moglie a non volerlo più a casa, ma il perché di questo allontanamento non era noto a noi ragazzi, quale fosse la sua terribile colpa dato che non ci risultava fosse un violento o un uomo di malaffare. La Signora era stata costretta a quella scelta per il bene delle sue creature, ma da quel giorno aveva allontanato dal letto coniugale il marito e dalla casa.

In the courtyard there was a shabby, old man, worn out by the weather, like a sailor or a fisherman, with a complicated life. In the courtyard it was said that it was his wife who did not want to go home anymore, but the reason for this expulsion was not known to us boys, what was his terrible guilt, given that he was not a violent man or a man of ill repute. The Lady had been forced to that choice for the sake of her creatures, but from that day on she had removed her husband from the marital bed and from the house.

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Catechismo e citofoni (Catechism and intercoms)

Parlo dell’ebrezza dello scampanio dei citofoni, del gusto di “rompere le scatole” ad ignari cittadini sulla strada del ritorno a casa. Pensavamo di essere mitici, eroici, pronti ad essere acclamati al rientro al cortile. Nessuno è mai andato oltre al “vaffa” e penso fossimo tollerati proprio perché piccoli e stupidi o perché anche quegli adulti lo avevano fatto  a loro volta molti anni prima. Ci compativano e forse, simpaticamente, tornavano alla loro di infanzia.

I speak of the chilling of door phones, the taste of “breaking the boxes” to unsuspecting citizens on the way back home. We thought we were mythical, heroic, ready to be acclaimed back to the courtyard. No one has ever gone beyond the “vaffa” and I think we were tolerated just because they were small and stupid or because even those adults had done so many years ago. They sympathized with us and perhaps, sympathetically, returned to their childhood.