Racconto

Ricordo il vento caldo di fine Ottobre

Quella sera di fine ottobre soffiava un vento innaturalmente caldo, fastidiosissimamente caldo. Anche questa volta avrei volto tutto in malinconia. Io mi lasciavo trascinare dal vento caldo d’Autunno, per stare male.

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Oltre Le Onde

Il pianoforte riempie gli spazi, satura l’ingresso e poi la sala, fino a raggiungere, smorzata e delicata la cucina. Solo ora realizza quanto disagio abbia superato e sente che qualcosa è cambiato. Sente tutta la tristezza che lo pervade e la sua malinconia. Vuoi eliminare il brano dalla tua playlist? Crede proprio che sia ora di farlo.

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La donna che corre sempre

Mette un passo avanti all’altro ad un ritmo definito e discretamente sostenuto. Ha lo sguardo all’orizzonte, verso la meta. Ha un obiettivo da raggiungere e una routine per ottenerlo.

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Lascia correre i pensieri

La musica riempie il mio piccolo rifugio e si diffonde su quel tappeto luccicante. C’è serenità intorno, c’è quiete, c’è riposo. E questo spazio che ho creato per me, costruito con le mie idee e fisicamente con le mie mani, parla di solitudine e malinconia, di isolamento. Mi accorgo di massaggiare il mio piede sinistro, come volessi consolarlo e sollevarlo dal peso di una giornata ormai finita. Sollievo. Ma non basta.

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Il Fenicottero dalla nera livrea

Fenicottero dalla livrea completamente nera, si mimetizza tradito da lunghe e candide gambe. Non emette suono, si muove avvicinandosi, intimo. Non si alza in volo, si avvicina. Ora sorride, gambe lunghe e livrea nera.

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Osteria

Ho scelto una osteria trani-style. I piatti sono rigorosamente italiani e dalle porzioni molto generose, come nella vecchia Milano. Gli avventori sono vecchi milanesi, vecchi immigrati pugliesi, artigiani e manovali di zona. Il profumo è un misto fumoso di bicchieri di rosso e di ragù, stracotto e sempre pronto. Una lenta serie di bocconi, di panatura e aspro di limone.

Case Popolari, Racconto

Parcheggiata per arresti domiciliari

Una Mercedes nera, sempre un po’ sporca, parcheggiata a lungo, in cortile. Usata così poco, ma tanto tollerata. Ormai era un segno inequivocabile: parcheggiata per arresti domiciliari. Non poteva di certo circolare liberamente. Come per anni non lo ha fatto il proprietario: circolare liberamente.

Case Popolari, Racconto

Gioco della bottiglia

Gira rumorosa per un tempo che pare eterno. Sembra non fermarsi più. Fra poco il vetro verde della bottiglia si fermerà, indicando. Per ottenere dalla sorte quello che in quegli anni non ero stato capace di chiedere. La bottiglia è ora ferma, ghiacciata nel suo verdetto.

Case Popolari, Racconto

La notte dei R.O.S.

Un tonfo sordo, lo scalpiccio dei vibram d’ordinanza. Un’operazione notturna, non una novità in verità in quegli anni di cortile, su questo pianerottolo, così anonimo, così “case popolari”, così immigrazione meridionale. Trenta secondi e poi tutti fuori di corsa. Al giorno dopo i dettagli.

Case Popolari, Racconto

Il più delinquente del cortile

Picchiare il prossimo può essere divertente, ma lui ne picchiava venti alla volta e ci scommetteva. Era sicuramente introdotto negli ambienti della malavita locale e milanese. Gli anni cambiano, ma per lui di più dopo un lungo soggiorno nelle patrie galere. Lui era salito in macchina e girato la chiave per avviarla. Un tremendo boato. Non morì. Neppure il Signore l’aveva voluto, ma accolse la sua vittima successivamente.