Pensiero, Personale

Pensieri aggrovigliati

Quando scrivo si genera un guazzabuglio di pensieri che cerco di ordinare in righe e paragrafi, post senza capo né coda, espressione maldestra di pensieri sovrapposti, di sensazioni emotivamente complicate da trasmettere, ma che finiscono per depositarsi, senza ordine, come senza ordine si originano nel groviglio di sinapsi che compongono il mio cervello. Pensieri aggrovigliati come quelle sinapsi.

Pensiero

Un oscuro declino

Questo è stato un post difficile da scrivere perché dovrebbe tradurre, più che un pensiero, alcune sensazioni. Forse è confuso, un po’ superficiale e incompleto, ma voglio comunque postarlo. Forse lo modificherò più volte. Forse finirò per cancellarlo. Chissà…

Pensiero, Personale

Almeno cinque volte

Quando è stato il momento della mia prima volta, per lei non lo era. Per questo non ho mai voluto essere e non vorrò mai essere la prima volta di nessuna.

Case Popolari, Racconto

Il più delinquente del cortile

Picchiare il prossimo può essere divertente, ma lui ne picchiava venti alla volta e ci scommetteva. Era sicuramente introdotto negli ambienti della malavita locale e milanese. Gli anni cambiano, ma per lui di più dopo un lungo soggiorno nelle patrie galere. Lui era salito in macchina e girato la chiave per avviarla. Un tremendo boato. Non morì. Neppure il Signore l’aveva voluto, ma accolse la sua vittima successivamente.

Case Popolari, Racconto

Le urla del primo pomeriggio

Da un appartamento, le cui finestre si affacciavano sul nostro squarcio di cortile, provenivano le urla di un ragazzo in perenne conflitto con la madre. “Sei una puttana” gridava nitidamente. Era tutto scomparso, svanito in cambio di spiccioli per la dose giornaliera. A quella madre non erano rimaste che lacrime amare da versare la sera prima di coricarsi, terminate le preghiere. Ma non ne versò una al funerale del figlio.

Case Popolari, Racconto

Urla di vento

Ricordo il frusciare delle chiome dei cinque pioppi che confinavano con il cortile. Il mostro lo immaginavo scuro, tetro, alato e con gli occhi di bragia. I mostri spaventano i bambini.

Case Popolari, Racconto

Scazzottate

Non c’è giorno che passi, che possa definirsi tale, senza che qualcuno scambi qualche colpo di “nobile arte”. Non parliamo poi le botte date e prese per difendere un principio: il mio era “il pallone è mio e quindi io gioco”. Principio sacrosanto. Purtroppo per me, i calciatori più capaci erano anche quelli più prepotenti e abili con le mani. Pertanto quando arrivava il momento, tendevo a proteggere il labbro.

Case Popolari, Racconto

Memorie di droga e morte

Era una bella ragazza del cortile. Al termine delle elementari avrebbe fatto a pugni se fosse servito e di sicuro il suo vocabolario non avrebbe sfigurato in qualsiasi contesto portuale. Passava pomeriggi seduta con la sua bambola ad aspettare, seduta sugli scalini del portone condominiale. La sua bellezza sfiorì ben presto e lei divenne un’ombra malcilenta e denutrita. Non sorrideva nei pochi momenti di lucidità. Non aveva un sorriso sulle labbra, ma ancora quel rossetto sgargiante, sbavato.

Racconto

Nebbia di Lomellina

Prima serata di nebbia, nebbia di Lomellina, come sempre annidata tra le case, nei cortili e nelle coorti, che sfuma attorno ai lampioni, ovatta il rumore dei passi. Torna dal profondo il mio amore per la nebbia misteriosa, intima.