Società

Perchè potrebbere capitare a me

I migranti arrivano, in piena crisi economica, e non è globalizzazione, è sfiga. Il flusso, più o meno incessante, verso le nostre nazioni di una Unione Europea assolutamente DISUNITA è una emergenza: porta con sé povertà, insicurezza, pericolo. Un flusso definito “illegale”, ma spesso determinato da esigenze di sopravvivenza (alla fame, alla guerra, all’odio, alla miseria) e che lo rendono un po’ meno “illegale” (almeno eticamente). Un problema che mette a nudo tutta la fragilità occidentale e che stressa la capacità di essere globali. Globalizzazione dovrebbe voler dire anche libero flusso di esseri umani, di loro progetti, speranze, aspirazioni e sogni. Globalizziamo il commercio e chiudiamo alle persone. Ed proprio qui mi viene da dire: “Potrebbe capitare a me”. E quindi penso che sia una possibilità accogliere, assorbire, integrare e globalizzare gli attori di questo flusso, quelli che migrano, come quei nostri figli che emigrano a loro volta, alla ricerca di un loro essere nel mondo, globalizzati. Quale é il mio ruolo? E’ forse quello di credere nell’accoglienza, nonostante i dubbi, nonostante le difficoltà presenti o futuri, tendere una mano alla cultura dell’accoglienza portando il mio piccolo seme, accettare anche che parte delle mie tasse servano a tutto questo. Il resto è oltre le mie capacità, ma questa piccola goccia cerco di metterla, ora e sempre.

 

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