Racconto

Il Fenicottero dalla nera livrea

Lenta la macchina, nel buio i fari illuminano lateralmente pochi metri. Sagome. Scorrono metri a centinaia. Nuove sagome. Il momento più intenso è l’avvicinamento, la scelta. Pochi istanti che scrutano l’oscurità, la sagoma, l’abbigliamento. Passano altri cento metri e altri ancora. Altri fari lenti cercano, scelgono e ripartono scorrendo lungo un viottolo laterale. Inghiottiti dalle tenebre. Una minigonna dalle lunghe gambe e un tacco 12. Fenicottero immobile. Più sopra il luccicare della sigaretta. Una rotonda e si torna indietro. Fenicottero dalla livrea completamente nera, si mimetizza tradito da lunghe e candide gambe. Stop lento. Si spegne la sigaretta. Il Fenicottero si avvicina sinuoso. Una sferzata di profumo, dolce, all’ananas. Due parole ed un si. Il fenicottero si accomoda sexy. La gamba è lunga, pare non finire mai, ma la interrompe l’orlo della minigonna. Semplicemente. Il viottolo inghiotte tutto nell’oscurità. Poche centinaia di metri poi la fermata nel buio assoluto. Gli occhi si adattano e fuori illumina la Luna. Pochi istanti sembrano eterni, rituali. Il Fenicottero non emette suono, si muove avvicinandosi, intimo. Non servono parole, i gesti sono così naturali e si susseguono. Il Fenicottero dalla nera livrea non si alza in volo, si avvicina. Ha mani delicate, esploranti, avvolgenti. Si può solo risponderle, spontaneamente. L’ormone alza il livello adrenalinico. Battiti forti in petto e pulsare fra quelle mani. Pellicola. Il Fenicottero si china ed è calore. Il ritmo del Fenicottero si fa lentamente ma inesorabilmente veloce. E’ tepore e frescura, alternati. Meccanico nel buio. Dopo poco è calore e turgore. Il Fenicottero è chino e intimo, non dà trequa, incalza e assale. La gamba è liscia e nuda, tiepida. Anche sotto e oltre l’orlo della minigonna. Non freme ma si contrae quando la mano raggiunge un lembo, un pizzo in cotone. Il Fenicottero incalza. L’intimo esplode improvviso, piacevole. Il Fenicottero rallenta e completa la sua danza, sempre più lento. Alla fine si allontana ma lascia che la mano scorra la gamba infinita. Torna la Luna a brillare serena. La tensione lascia posto al tepore. Soddisfatto. Ancora qualche minuto. Il Fenicottero ora sorride, accarezza la mano e poi la scosta delicata lasciandola sulla scoscia. L’orlo della minigonna ritorna limite. Il viottolo torna ad illuminarsi e il Fenicottero torna alla posizione dell’incontro. Gambe lunghe e livrea nera. In lontananza si accende il lume rosso, vivido della sigaretta. Tutto finito. Resta il calore.

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