Pensiero

I “giorni ripetuti”

Che dire di questo fine Maggio, pieno di giorni ripetitivi e ripetuti: un eterno “giorno della marmotta”. Sveglia, viaggio, lavoro, sigaro in macchina al ritorno, cena e “Tugurio”. Fumo e serie TV, un pò di echi di politica. Il nuovo governo (come una “serie TV”). Forse il mondo cambia, forse l’Italia cambia. Ma non ne ho la percezione. Sono stato a Londra, mi sono sentito bene, ammaliato e rapito. Pensavo veramente di essere in un “altro mondo”, il “centro” di un altro mondo. Etnia multipla, storia, architettura, moderno e antico, frenesia del nuovo e solidità dell’antico. Ora mi sento ancora più piccolo e limitato. Perchè fuori c’è il mondo, fuori dagli impegni e dalle convenzioni, mentre stai fermo tutto corre. Ed è ancora più duro tornare ritrovando i “giorni ripetuti”, il quotidiano che non ti soddisfa e che non ti basta più: lasci scorrere pensieri ed idee, che ti mantengono a galla, rivivi le atmosfere assaporate in sole 72 ore, i profumi di Camden con aromi di spezie orientali, marijuana, fritto di chip & fish, aroma di limonata, profumo umido dai canali. La folla e le parole in una “multilingua” senza fine, suono di cornamuse sul ponte con il Big Ben che domina “infagottato” di impalcature e restauri, musica di bongo dall’accesso alla “Tube”, spose orientali sulle rive del Tamigi e il London Eye che domina e osserva. E poi la Torre di Londra e il Tower Bridge, imponente e unico nella sua bellezza architettonica. Tutte queste sensazioni, questi ricordi mi assalgono, a tratti, in queste serate di “Tugurio” e mi chiedo perchè non mi sono fermato laggiù: poi mi arrendo all’ovvietà. Torno ai “giorni ripetuti”.

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