Pensiero

Messaggio in bottiglia

Affido alla rete questo mio messaggio nella speranza che non finisca per semplicemente per perdersi. Cammino nel silenzio di un mattino plumbeo e penso ai fatti della vita e della politica di questi giorni. Penso proprio che, come una formica, io sia un essere infinitesimale, che resta al mondo solo per accompagnare i propri figli all’autonomia. Per il resto io non conto nulla come marito, come uomo, come essere sociale. E soprattutto su questa considerazione si fonda un profondo senso di impotenza, anzi di inutilità. Quotidianamente ascolto, passivo e disilluso, infinite argomentazioni, sempre tese all’affermazione del se’ e non ad una equilibrata e asettica valutazione dei fatti e delle opinioni. Ascolto personaggi tetri e minacciosi, vecchi o vecchi dentro, che non fanno altro che mantenere posizioni o idee acquisite e monolitiche. Non sento parlare di futuro per le nuove generazioni, anzi percepisco che questo concetto è ignorato e negato. E questo accentua il mio senso di oppressione e di sconfitta. Sento un macigno che opprime ogni speranza. Mi rendo quindi conto che non lascerò ai miei discendenti quel bello che pensavo di costruire.

Così, quando i miei figli saranno autonomi, ricorderò loro i valori di onestà, coerenza, solidarietà, laicità, li ringrazierò di avermi insegnato il valore dell’essere ateo e serenamente me ne andrò.

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