Pensiero

Politicando

“I vitalizi ai parlamentari sono frutto di una seduta segreta del 21 dicembre 1954, presenti i parlamentari di tutti gli schieramenti. Nella seduta segreta venne istituito un fondo di previdenza per gli onorevoli vitalizi dei deputati da 425 milioni. Solo un deputato, Giuseppe Veronesi, criticò la procedura segreta e si dimise: «La povera gente – scrisse in una lettera – ha bisogno di buone leggi e buoni esempi». Ma alla Camera non ci fu nessun dissenso sulla misura. I parlamentari si limitarono a respingere le dimissioni del parlamentare.
[…] Solo un editoriale del quotidiano economico 24 Ore, antesignano del Sole 24 Ore, criticò la misura ed evidenziò la spesa in deficit. […] Dopo la scoperta di vitalizi pagati per pochi giorni di legislatura si dovrà arrivare al 2007 per vedere raddoppiare il periodo minimo di mandato per l’assegno: 4 anni, 6 mesi e 1 giorno. […] Nel 2012 viene introdotto il calcolo contributivo ed eliminati i vitalizi per i neo eletti. Gli ex parlamentari. invece, quelli cessati prima del 2012, continuano a percepire assegni pre-riforma: fino a 5 volte i contributi versati.”
Nicoletta Cottone, Il Sole24ore, 28/06/2018

“Vitalizi. […]  Le norme che stanno cercando di approvare sono un incentivo al ladrocinio, non un atto di equità sociale. Intanto stiamo parlando di 1000-1500 persone, questo è tutto. Secondo, quello che […] per me sarebbe utile […] far versare contributi importanti ai parlamentari perché diano vita ad una pensione integrativa che deve scattare quando si arriva all’età pensionabile. […] Perché questo tutela l’autonomia e la libertà dei parlamentari, tutela i parlamentari che non sono miliardari e soprattutto consente alle persone per bene di rimanere persone per bene e di non vendersi, di non fare i ladri. Perché se tu dici che devi stare 10 anni in Parlamento dalla mattina alla sera a fare il lavoro parlamentare e quindi devi sospendere in qualche modo la tua attività professionale, dopo 10 anni magari farai fatica a reinserirti e quindi comincerai a pensare a come rubare, non a come fare il parlamentare. […] Stiamo costruendo una situazione tipo ‘800, quando potevano fare politica solo gli ereditieri, i miliardari. In queste condizioni un povero cristo non farà mai politica.”
Nunzio De Luca – LiraTV – 13/07/2018

Mi chiedo, seduto all’interno del mio Tugurio, se i miei pensieri siano anomalie o banalità. Mi chiedo perché alcune questioni mi paiano così ovvie e semplici nella loro complessità. Mi chiedo quale sia lo scopo di cavalcare alcune ovvie menzogne. Già nel 1954, qualcuno solitario, sollevò una eccezione morale ai vitalizi che restò inascoltata e che portò ad una legge eticamente riprovevole. Neppure le osservazioni di un futuro grande giornale riuscì a farne un caso di coscienza: un provvedimento già deplorevole (dal punto di vista morale, ma anche dal punto di vista delle coperture) alle coscienze dei promotori, tanto da rendere necessaria una riunione segreta. Un privilegio, reso meno scandaloso ma solo nel 2007 e regolamentato correttamente (rispetto ai comuni cittadini) solo nel 2012. Un privilegio deciso dai legislatori a proprio favore. Questo dovrebbe bastare per il ricalcolo delle spettaze alla luce di più equi parametri o comunque con quelle regole valide per ogni cittadino della Repubblica.

Invece no! Si parla di diritti acquisiti, come se la Legge Fornero non ne avesse toccati (con l’aggravante di aver reso il nostro Stato un ente bugiardo, che “firma” un contratto con una categoria di cittadini per poi non rispettarlo gettando sul lastrico migliaia di famiglie). Si parla di vecchi parlamentari che finirebbero in grave difficoltà, come se non fossero milioni quelli sotto la soglia della povertà, come se non fossero anni che centinaia di migliaia di pensionati son alle prese con pensioni da fame. Si parla di come questo provvedimento crei un precedente applicabile a qualsiasi tipo di pensione, come se gli italiani non fossero avvezzi ad ogni genere di ingiustizia e di diseguaglianza sociale. E potremmo continuare così per altri capoversi.

Ma è nel discorso di Nunzio De Luca che trovo due passi veramente offensivi per le nostre intelligenze. Nel primo passo egli afferma che la presenza dei vitalizi sia il deterrente per il ladrocinio da parte di un parlamentare e che ne garantisca l’autonomia e la libertà. A questo rispondo che l’ONESTA’ non deve aver bisogno di incentivi e che il deterrente deve essere la PENA SEVERA. Nel secondo passo egli afferma che il parlamentare farebbe il suo lavoro dalla mattina alla sera: NON CREDO CHE SERVANO MOLTE CONSIDERAZIONI PER DIMOSTRARNE LA FALSITA’.

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