Ancora una volta mi è stato esplicitato che “la storia d’amore finita”. Questo enunciato a me pare melodrammatico, ma è verosimilmente una verità, che fa male. Oggi appare evidente che ci sia bisogno di un chiarimento, visto che comunque AR non pare stare bene, nonostante le sue esternazioni. Spero che, con l’aiuto di uno psicologo, possa di riacquistare una serenità che, forse, non hai avuto, anche prima di conoscermi. Spero che possa trovare quella linea di pensiero che la faccia stare bene prima di tutto con se stessa e poi con gli altri. Per quel che mi riguarda, il fatto che non mi ami più non sposta di un millimetro il fatto che voglio per lei tutto il meglio, proprio perché so quante Lei, in effetti, valga. Alla fine, le mie sfuriate (che sto cercando di  controllare) nascono proprio dalla convinzione che, prima o poi, possa accogliere e comprendere quello che io vedo e sento da tempo. Ma le realtà è che, nonostante il mio desiderio di aiutarla, finisco con fare peggio: non sono in grado di sollevarla forse perché mi sento io stesso fragile e inadeguato. Serve qualcosa di diverso dall’impegno, serve qualcosa di più tecnico che la possa aiutare (e che mi possa aiutare), qualcuno di estraneo dalle dinamiche di coppia e di famiglia, qualcuno che sappia cogliere quello che io credo di aver intuito ma che non ho capacità di trasmettere. La mia affettività in questo momento è ai minimi storici, ma forse il prendere veramente coscienza della mia impotenza potrà farmi crescere ancora una volta. Accettare il fatto che la vita sia fatta di blocchi, anche se interconnessi, credo che finirà per farci stare meglio. Il meglio per tutti potrà derivare dall’accettare un cambiamento, come fa la natura per conservarsi ed evolvere: forse potrà valere anche per noi. Servirà una buona dose di volontà e di pazienza.

Buona giornata a me.