Sono sostenitore del blog personale, come strumento della persona, a cui arriva solo il visitatore occasionale. Amo il mio blog quando riesco a raccontarmi, ancor meglio quando riesco a descrivere situazioni e stati d’animo, le mie situazioni e i miei stati d’animo. Non cerco il  commento e che si apra una discussione o un confronto, non intendo veicolare idee. Per questo scrivo un ghost-blog. Non uso plug-in per il posizionamento nei motori di ricerca e non posto sui socials. Ho aperto un blog personale per sperimentare, depositare bozze, pensieri, magari da recuperare più avanti per nuovi progetti o per un ripensamento ed un ritorno (dato che la vita scorre, cambia, ma a volte ritorna). Non é facile tener fede all’impegno di un blog con simili caratteristiche, aver qualcosa da scrivere, possibilmente di sensato. Voglio offrire uno squarcio di umanità veicolata dallo cyber-spazio. Questo è il mio modo di fare journaling, essenziale anche nello stile, senza abbellimenti estetici, ma con tutto il mio impegno nello scrivere, anche solo per me.