Arvid Journaling

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Categoria: Blog

Scrivere un blog personale

Sono sostenitore del blog personale, come strumento della persona, a cui arriva solo il visitatore occasionale. Amo il mio blog quando riesco a raccontarmi, ancor meglio quando riesco a descrivere situazioni e stati d’animo, le mie situazioni e i miei stati d’animo. Non cerco il  commento e che si apra una discussione o un confronto, non intendo veicolare idee. Per questo scrivo un ghost-blog. Non uso plug-in per il posizionamento nei motori di ricerca e non posto sui socials. Ho aperto un blog personale per sperimentare, depositare bozze, pensieri, magari da recuperare più avanti per nuovi progetti o per un ripensamento ed un ritorno (dato che la vita scorre, cambia, ma a volte ritorna). Non é facile tener fede all’impegno di un blog con simili caratteristiche, aver qualcosa da scrivere, possibilmente di sensato. Voglio offrire uno squarcio di umanità veicolata dallo cyber-spazio. Questo è il mio modo di fare journaling, essenziale anche nello stile, senza abbellimenti estetici, ma con tutto il mio impegno nello scrivere, anche solo per me.

Scrivere un blog personale

Scrivere un blog personale è mettersi in mostra con sé stessi, mettersi alla prova, ma spesso é  decomprimersi

Sono sostenitore del blog personale, come strumento personale, a cui arriva il visitatore occasionale. Amo quel blog che racconta l’autore, quello dove un commento apra una discussione, un confronto, quello che diffonde una sensazione o un’idea. Io scrivo quindi un ghost blog. Non uso plug-in per il posizionamento nei motori di ricerca e non posto su FB (solo su twitter). Qualcuno gestisce un blog condiviso, piazza di raccolta per collaborazioni e confronti, qualcun altro ne gestisce uno a sfondo professionale, ma credo che ogni autore dovrebbe mantenere anche un blog personale per sperimentare, depositare bozze, pensieri, magari da recuperare più avanti per nuovi progetti o per un ripensamento ed un ritorno (dato che la vita scorre, cambia, ma a volte ritorna). Non é facile tener fede all’impegno di un blog, che per me è aver qualcosa da scrivere, possibilmente di sensato. Esiste una marea di blog personali, con l’intento semplicemente “diaristico”, ed é piacevole “navigare”, scoprirli e leggerli: squarci di umanità veicolati nel cyber-spazio ma tanto concreti da poter essere un po’ anche miei.

Il mio blog é tecnologico… per sfizio

Ho da poco predisposto la possibilità di scrivere post inviandoli con una gmail. Una volta a casa, con calma, posso curarne gli aspetti di “layout” grafico oltre che tags, categorie o altre caratteristiche. Un’altra piccola miglioria che mi rende sempre più al passo coi tempi nella gestione del blog. Certo, tutti i contenuti sono fruiti quasi esclusivamente da me, nella filosofia dello scrivere senza secondi fini (non certo commerciali), ma con un intento quasi letterario.

Parte II

Quello che ho scritto più sopra é una verità, ma allo stesso tempo una minchiata. Con lo smartphone sempre con me e la app dedicata cosa me ne faccio della pubblicazione via mail? E anche con un PC posso pubblicare posts. Quante volte pubblicherò via mail? In quali situazioni? Credo solo per sfizio e divertimento. Ciao.

Alla ricerca di blogs

Serata di navigazione internettiana alla ricerca di spunti saltando di blog in blog. Questa sera incrocio solo blog di donne-mamme (che palle!). In verità la maggioranza dei blog personali, raccontanti, è scritta da donne: un universo femminile e in genere mammesco (uffà!). Parlano di figli, cucina, vegan, scrap, aneddotica scolastica. Tante donne che scrivono anche bene, ma scontatissime e monotematiche. Cercavo qualcosa di ridicolo o, all’opposto, strappalacrime-triste-suicidario. Mi sarei accontentato di un blog rabbioso. Invece piattume. Blog scritti da uomini: non pervenuti.

Rispetto per la natura

Ho pensato, va bene il rispetto ma non é un po’ troppo? Comunque l’occasione di una foto particolare e di un pensiero: PERCHE’?

pianta

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