Arvid Journaling

My way in Cognitive Journaling

Categoria: Pensiero (page 1 of 12)

Riconsiderazioni

Nelle discussioni con AR penso di non riuscire a farmi ascoltare, penso di non riuscire a farmi comprendere, e spesso arrivo a pensare che AR non si impegni ad avviare un ragionamento, non perché non perché non ne sia capace, ma forse solo perché non vuole farlo, forse perché io la infastidisco o le mie ragioni la infastidiscono. Semplicemente invece non le condivide avendo una opinione diversa. Allora mi viene in mente una considerazione (che tempo fa non avevo elaborato): il modo di proporre le mie idee non è funzionale all’ottenimento di attenzione e condivisione. E quindi alla soluzione dei problemi. E’ verosimile che il mio alterarmi, il mio gridare non faccia altro che creare condizioni che ostacolino il raggiungimento di un obiettivo comune. Se voglio ottenere una condivisione e quindi un risultato devo essere il primo a rendere il contesto di discussione un “ambiente” confortevole, che stimoli accoglienza, ragionamento e condivisione.

E’ probabile che il modo da me utilizzato nelle discussioni abbia determinato la perdita di rispetto nei miei confronti da parte dell’interlocutore, che forse ha innescato dei meccanismi di autodifesa per quello che, a lei, appare una aggressione. E tutto questo può quindi giustificare la presenza di un muro fra di noi, un muro di difesa e non di opposizione. Non è verosimilmente contraria, negativa verso i contenuti che propongo, ma sicuramente è contraria alle modalità. Il muro quindi dovrà essere rimosso con pazienza, tempo e modalità consone, non abbattuto con violenza: non è un muro fisico, bensì psicologico che difende l’integrità cognitiva ed emotiva della persona.

Devo pensare a me come causa e non come vittima e riconsiderare i miei pensieri, le mie emozioni e quindi i miei comportamenti. Accantonare le mie “verità” e riconsiderarle criticamente, senza cadere sul versante opposto, quel versante dove ho sempre torto e dove sono, per auto-definizione, una “cattiva “persona.

Buona giornata a me.

Erased

Spesso la mia giornata inizia con la musica nelle orecchie, già durante la colazione e poi in macchina mentre mi reco a lavoro. Spesso incrocio la canzone che in quel momento, che in quel periodo, meglio mi rappresenta, che rappresenta con precisione quello che sento dentro, quello che provo emotivamente. Oggi mi sento in sintonia con una canzone che parla di un amore cancellato, cancellato in modo unilaterale. Parla di come ci si sente, parla di quel preciso istante. Non menziona il prima e il dopo e tantomeno i perchè. Con grande semplicità e sintesi esprime, descrive lo stato d’animo: “ERASED”. Un evento subito “attivamente”, “vissuto”. Uno spaccato sui sentimenti di quel momento, di quell’istante: un punto preciso di un punto imprecisato di quella vita, un punto preciso adesso per me. E mi crogiolo in queste sensazioni creando un loop infinito da ascoltare e vivere, un loop che non fermerei mai, ma devo lavorare.

Buona giornata a me.

Incontro con psicologa

Ancora una volta mi frulla in testa una domanda: cosa dirò e racconterò alla psicologa che segue AR? E, dopo ore che la domanda è tornata a me più e più volte, ho pensato che sarà meglio attenermi alle domande proposte o comunque a come verrà condotto l’incontro da parte della psicologa. Non so se mi verranno poste domande dirette e specifiche, penso che sarà impostato un colloquio-discorso: probabilmente mi verrà proposto di di procedere liberamente con tutto quello che ho dentro e che ho pensato in questi anni, probabilmente rivivendo alcuni momenti significativi del nostro vivere insieme. Non credo possa essere utile fornire mie interpretazioni, magari per nulla corrette oltre che personali. Desidero che le difficoltà ed i problemi vengano superati, ma senza questo passi per forza attraverso l’accoglienza di una mia visione. Quale sia il risultato finale del rapporto con AR, vorrei per lei una prosecuzione serena.

Buona giornata a me.

Come vivere

Penso spesso al mio modo di vivere il tempo, a cosa accogliere e che cosa rifiutare. Vorrei mantenere la parte di me che spinge verso la modernità, avendone ben presente gli aspetti positivi e quelli negativi. Allo stesso tempo vorrei poter mantenere e, in qualche caso, recuperare esperienze e modi del “fare” antico, mantenerne i valori, ma sopratutto recuperarne la lentezza: desidererei avere più tempo. Mi piacerebbe riuscire ad integrare queste due aspirazioni, espandendo sensazioni, emozioni e pensieri, per costruirmi un un futuro migliore.Intorno a me percepisco molto disagio e, con questo, paura, egoismo e solitudine. Una società che oggi mi sembra popolata da disadattati, con vite che mi paiono già concluse, aride e senza speranza. Una società che si mostra a me chiusa, desolata, piena di conformismo e depressione. Cerco di superare tutto questo e di non esserne travolto. Ed è per questo che mi tengo aggiornato, che leggo, studio e ascolto. Cerco ogni giorno la mia via, anche se tutto questo condiziona il consumo di molte energie fisiche e psicologiche.

Buona giornata a me.

Pensieri che si accumulano confusi

Pensieri che si accumulano, sulle cose passate e sulle conseguenze odierne: dove si è sbagliato e se dì, si poteva fare veramente in maniera diversa? Davanti un futuro incerto, con la voglia di cambiare e con la di paura di cambiare. Le cose non possono restare sospese all’infinito e, prima o poi, bisognerà prendere delle decisioni che ogni giorno chiedono, sempre più insistenti, di essere prese. Nel frattempo si vive sospesi, in attesa di un qualcosa che permetta di cambiare senza decidere, come se ci fosse un terzo, un superpartes, che ci esoneri dalla presa di posizione, dall’onere di decidere. I pensieri si accavallano confusi persino su questi fogli. Prendere una iniziativa che sia definitiva o attendere che qualcosa accada o che qualcun altro decida? Buonanotte ma di sonno agitato e inquieto, notte di tragiche sensazioni, di fantasmi e profezie nefaste. Buona notte a me?

Al controllo bagagli

Mi è tornato in mente un “cameo” (come si dice per i films) osservato al controllo bagagli dell’aeroporto di Stansted, al rientro dalla mia ultima visita a Londra. Una signora impellicciata era alle prese con i cosmetici, assolutamente in quantità spropositata, che si affannava a stipare nell’unico, piccolo, sacchetto per liquidi ammesso per i bagagli da stiva. Era disperata all’idea di doverne gettare almeno il settanta percento. Malediceva le regole, i controlli e l’universo mondo per la prossima separazione dai cari prodotti per restauro. Ho pensato al potere della vanità che l’aveva portata a caricarsi di tanta cosmesi nonostante le ferree regole aeroportuali. Ma, in quello stesso istante, ho anche ho pensato fosse una stupida e che pensasse veramente di superare i controlli beneficiando dell’atrui benevolenza. Ho superato i miei controlli.

Buona giornata a me.

Servirà una buona dose di volontà e di pazienza

Ancora una volta mi è stato esplicitato che “la storia d’amore finita”. Questo enunciato a me pare melodrammatico, ma è verosimilmente una verità, che fa male. Oggi appare evidente che ci sia bisogno di un chiarimento, visto che comunque AR non pare stare bene, nonostante le sue esternazioni. Spero che, con l’aiuto di uno psicologo, possa di riacquistare una serenità che, forse, non hai avuto, anche prima di conoscermi. Spero che possa trovare quella linea di pensiero che la faccia stare bene prima di tutto con se stessa e poi con gli altri. Per quel che mi riguarda, il fatto che non mi ami più non sposta di un millimetro il fatto che voglio per lei tutto il meglio, proprio perché so quante Lei, in effetti, valga. Alla fine, le mie sfuriate (che sto cercando di  controllare) nascono proprio dalla convinzione che, prima o poi, possa accogliere e comprendere quello che io vedo e sento da tempo. Ma le realtà è che, nonostante il mio desiderio di aiutarla, finisco con fare peggio: non sono in grado di sollevarla forse perché mi sento io stesso fragile e inadeguato. Serve qualcosa di diverso dall’impegno, serve qualcosa di più tecnico che la possa aiutare (e che mi possa aiutare), qualcuno di estraneo dalle dinamiche di coppia e di famiglia, qualcuno che sappia cogliere quello che io credo di aver intuito ma che non ho capacità di trasmettere. La mia affettività in questo momento è ai minimi storici, ma forse il prendere veramente coscienza della mia impotenza potrà farmi crescere ancora una volta. Accettare il fatto che la vita sia fatta di blocchi, anche se interconnessi, credo che finirà per farci stare meglio. Il meglio per tutti potrà derivare dall’accettare un cambiamento, come fa la natura per conservarsi ed evolvere: forse potrà valere anche per noi. Servirà una buona dose di volontà e di pazienza.

Buona giornata a me.

Mattinata lavorativa: Sabato

Nel corso degli anni di carriera lavorativa non è certo una cosa eccezionale lavorare il Sabato mattina. Il freddo glaciale della notte lasciva presagire una giornata di sole, ma non splendente come è in questa tarda mattinata. Mi sento molto bene, dopo quel vago sentimento depressivo che mi accompagnato ieri pomeriggio. Ho finito l’attività di reparto e, in attesa dei risultati di alcuni esami, mi sono fermato per un momento di journaling. Una mattinata positiva anche tecnicamente parlando, tutto tranquillo e pazienti mediamente sereni. Penso a quanto impegno profuso fin dalle prime ore dell’alba con la colazione e i cani da accudire. L’attività lavorativa questa mattina mi sta gratificando con tempi lenti: spero che possa essere sempre così in futuro. Mi auguro che questa lentezza e tranquillità sia l’elemento positivo del pomeriggio che mi attende. Una nota: la ripresa di ritmo e di costanza nel journaling comincia già a gratificarmi.

Buona giornata a me.

Ma cosa ci faccio io qui?

È stata una serata con buona birra weiss e un hamburger di 400 g. che certamente non definiscono la riuscita di una serata, ma quantomeno ne mitigano la delusione. In effetti non dovrei parlare di delusione perché era tutto prevedibile data tipologia media dei commensali: venti-trentenni palestrati, tatuati, con sexy girl al seguito e interesse medio rivolto al divertimento serale, con accenno agli impegni lavorativi quotidiani, sempre poco apprezzati. È fin troppo chiaro quanto fossi fuori target, fin dal momento che ho deciso di partecipare alla cena sociale del centro fitness del paese. Così mi sono buttato su birra e cibo con soddisfacenti risultati. Fuori dal locale una serata ghiacciata che ho potuto testare al mio ritorno a casa. Un paese deserto con la prima brina nei giardini e un accenno di ghiaccio sulla strada. Cielo terso e luna piena, una gran serata invernale come da tempo non accadeva. Le luci in giardino e rumori di un gatto, poi il caldo della casa e del letto.

Buonanotte a me.

Prima di recarmi in palestra

Alla mattinata nevosa è seguito un pomeriggio con sole. Temperature rigide. Ho pranzato e passato serenamente in rassegna i miei posts londinesi e quelli sul blog personale. Solo ora mi assale un sentore di giornata “poco utile”, ma è da comprendere, non ne sono abituato. Ad ogni modo le giornate di  assoluto relax risulteranno produttive poiché aumenteranno la mia voglia di fare nei prossimi giorni. Ecco un aspetto poco piacevole, ansioso, del mio modo di vivere: nonostante il mio impegno quotidiano, sento ancora la vocina che mi dice che devo essere produttivo, adulto e responsabile. Un certo tipo di imprinting è duro da esser sconfitto. Solo adesso, dopo averlo scritto sulla carta, mi rendo conto che questa vocina sta rapidamente scomparendo e, credo, si farà sentire sempre più di rado. La giornata non è finita quindi passerò all’attività di palestra e successivamente mi recherò alla cena della società di fitness che frequento.

Buona serata a me.

« Older posts

© 2020 Arvid Journaling

Theme by Anders NorenUp ↑