Arvid Journaling

My way in Cognitive Journaling

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Pensieri che si accumulano confusi

Pensieri che si accumulano, sulle cose passate e sulle conseguenze odierne: dove si è sbagliato e se dì, si poteva fare veramente in maniera diversa? Davanti un futuro incerto, con la voglia di cambiare e con la di paura di cambiare. Le cose non possono restare sospese all’infinito e, prima o poi, bisognerà prendere delle decisioni che ogni giorno chiedono, sempre più insistenti, di essere prese. Nel frattempo si vive sospesi, in attesa di un qualcosa che permetta di cambiare senza decidere, come se ci fosse un terzo, un superpartes, che ci esoneri dalla presa di posizione, dall’onere di decidere. I pensieri si accavallano confusi persino su questi fogli. Prendere una iniziativa che sia definitiva o attendere che qualcosa accada o che qualcun altro decida? Buonanotte ma di sonno agitato e inquieto, notte di tragiche sensazioni, di fantasmi e profezie nefaste. Buona notte a me?

Al controllo bagagli

Mi è tornato in mente un “cameo” (come si dice per i films) osservato al controllo bagagli dell’aeroporto di Stansted, al rientro dalla mia ultima visita a Londra. Una signora impellicciata era alle prese con i cosmetici, assolutamente in quantità spropositata, che si affannava a stipare nell’unico, piccolo, sacchetto per liquidi ammesso per i bagagli da stiva. Era disperata all’idea di doverne gettare almeno il settanta percento. Malediceva le regole, i controlli e l’universo mondo per la prossima separazione dai cari prodotti per restauro. Ho pensato al potere della vanità che l’aveva portata a caricarsi di tanta cosmesi nonostante le ferree regole aeroportuali. Ma, in quello stesso istante, ho anche ho pensato fosse una stupida e che pensasse veramente di superare i controlli beneficiando dell’atrui benevolenza. Ho superato i miei controlli.

Buona giornata a me.

Servirà una buona dose di volontà e di pazienza

Ancora una volta mi è stato esplicitato che “la storia d’amore finita”. Questo enunciato a me pare melodrammatico, ma è verosimilmente una verità, che fa male. Oggi appare evidente che ci sia bisogno di un chiarimento, visto che comunque AR non pare stare bene, nonostante le sue esternazioni. Spero che, con l’aiuto di uno psicologo, possa di riacquistare una serenità che, forse, non hai avuto, anche prima di conoscermi. Spero che possa trovare quella linea di pensiero che la faccia stare bene prima di tutto con se stessa e poi con gli altri. Per quel che mi riguarda, il fatto che non mi ami più non sposta di un millimetro il fatto che voglio per lei tutto il meglio, proprio perché so quante Lei, in effetti, valga. Alla fine, le mie sfuriate (che sto cercando di  controllare) nascono proprio dalla convinzione che, prima o poi, possa accogliere e comprendere quello che io vedo e sento da tempo. Ma le realtà è che, nonostante il mio desiderio di aiutarla, finisco con fare peggio: non sono in grado di sollevarla forse perché mi sento io stesso fragile e inadeguato. Serve qualcosa di diverso dall’impegno, serve qualcosa di più tecnico che la possa aiutare (e che mi possa aiutare), qualcuno di estraneo dalle dinamiche di coppia e di famiglia, qualcuno che sappia cogliere quello che io credo di aver intuito ma che non ho capacità di trasmettere. La mia affettività in questo momento è ai minimi storici, ma forse il prendere veramente coscienza della mia impotenza potrà farmi crescere ancora una volta. Accettare il fatto che la vita sia fatta di blocchi, anche se interconnessi, credo che finirà per farci stare meglio. Il meglio per tutti potrà derivare dall’accettare un cambiamento, come fa la natura per conservarsi ed evolvere: forse potrà valere anche per noi. Servirà una buona dose di volontà e di pazienza.

Buona giornata a me.

Mattinata lavorativa: Sabato

Nel corso degli anni di carriera lavorativa non è certo una cosa eccezionale lavorare il Sabato mattina. Il freddo glaciale della notte lasciva presagire una giornata di sole, ma non splendente come è in questa tarda mattinata. Mi sento molto bene, dopo quel vago sentimento depressivo che mi accompagnato ieri pomeriggio. Ho finito l’attività di reparto e, in attesa dei risultati di alcuni esami, mi sono fermato per un momento di journaling. Una mattinata positiva anche tecnicamente parlando, tutto tranquillo e pazienti mediamente sereni. Penso a quanto impegno profuso fin dalle prime ore dell’alba con la colazione e i cani da accudire. L’attività lavorativa questa mattina mi sta gratificando con tempi lenti: spero che possa essere sempre così in futuro. Mi auguro che questa lentezza e tranquillità sia l’elemento positivo del pomeriggio che mi attende. Una nota: la ripresa di ritmo e di costanza nel journaling comincia già a gratificarmi.

Buona giornata a me.

Ma cosa ci faccio io qui?

È stata una serata con buona birra weiss e un hamburger di 400 g. che certamente non definiscono la riuscita di una serata, ma quantomeno ne mitigano la delusione. In effetti non dovrei parlare di delusione perché era tutto prevedibile data tipologia media dei commensali: venti-trentenni palestrati, tatuati, con sexy girl al seguito e interesse medio rivolto al divertimento serale, con accenno agli impegni lavorativi quotidiani, sempre poco apprezzati. È fin troppo chiaro quanto fossi fuori target, fin dal momento che ho deciso di partecipare alla cena sociale del centro fitness del paese. Così mi sono buttato su birra e cibo con soddisfacenti risultati. Fuori dal locale una serata ghiacciata che ho potuto testare al mio ritorno a casa. Un paese deserto con la prima brina nei giardini e un accenno di ghiaccio sulla strada. Cielo terso e luna piena, una gran serata invernale come da tempo non accadeva. Le luci in giardino e rumori di un gatto, poi il caldo della casa e del letto.

Buonanotte a me.

Prima di recarmi in palestra

Alla mattinata nevosa è seguito un pomeriggio con sole. Temperature rigide. Ho pranzato e passato serenamente in rassegna i miei posts londinesi e quelli sul blog personale. Solo ora mi assale un sentore di giornata “poco utile”, ma è da comprendere, non ne sono abituato. Ad ogni modo le giornate di  assoluto relax risulteranno produttive poiché aumenteranno la mia voglia di fare nei prossimi giorni. Ecco un aspetto poco piacevole, ansioso, del mio modo di vivere: nonostante il mio impegno quotidiano, sento ancora la vocina che mi dice che devo essere produttivo, adulto e responsabile. Un certo tipo di imprinting è duro da esser sconfitto. Solo adesso, dopo averlo scritto sulla carta, mi rendo conto che questa vocina sta rapidamente scomparendo e, credo, si farà sentire sempre più di rado. La giornata non è finita quindi passerò all’attività di palestra e successivamente mi recherò alla cena della società di fitness che frequento.

Buona serata a me.

Venerdì a casa e nevica

Non mi capita spesso di prendermi una giornata di riposo e di relax che non sia nel classico fine settimana, ma questa volta il tempo se ne  é accorto e quindi al risveglio nevica. Fiocchi grossi che stanno imbiancando i tetti del paese e il mio giardino. E’ la prova che probabilmente lavoro troppo e anche il meteo sembra certificarlo. In verità tutto verrà riequilibrato Sabato e Domenica perché andrò a lavorare. Ma questa mattina mi godo il silenzio della casa con i cani che dormono e i miei ragazzi che leggono o studiano. I suoni esterni mi raggiungono ovattati, nonostante i soli due o tre millimetri di neve. L’atmosfera è già cambiata, perché neve fa molto Natale, qui, dove non nevica da anni. In questa giornata, lascerò fuori gli affanni quotidiani, il lavoro, le questioni di casa e cercherò di concentrarmi solo su riposo e relax. Comincio proprio ora con il mio momento “journaling”. Vorrei che sempre fosse così l’inizio di un nuovo giorno: sereno e rilassato.

Buona giornata a me

Il piacere della slow-breakfast

Il primo momento di un tentativo nel decelerare la propria vita è quello, secondo me, di rallentarne i ritmi proprio nei primi atti della giornata. Quindi ho cominciato dalla prima colazione. Espletati i “riti di del risveglio”, che per me sono abluzioni, rasatura della barba, ma soprattutto cibo e bisogni dei miei due cani, ho deciso di cucinarmi dei pancake. Atto semplice, ma che richiede un minimo di preparazione. Quindi una piccola moka di caffè e un piacevole effluvio per tutta la cucina e oltre, un po’ di latte tiepido e due grossi pancake su cui stendere un velo di marmellata autoprodotta. Piccoli e lenti gesti, piccoli bocconi e sorsi di caffellatte. Lo smartphone è ancora dormiente, con lo schermo rivolto al piano di appoggio: non che riceva chissà quanti messaggi, notifiche o emails, ma desidero iniziare la giornata con me stesso e con i miei pensieri. Pensieri che si accalcano nella mente e che ora voglio tornare a dominare, riprendendo l’abitudine del journaling, che inconsapevolmente coltivo da qualche anno creando contenuti per il mio blog-diario.

Buona giornata a me

Protetto: Niente e’come appare

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Il Medioevo dell’eremita

Contegno, sobrietà, umiltà, autorevolezza, pacatezza, lungimiranza, equilibrio, silenzio, meditazione e solidarietà sono concetti ormai in via di estinzione nei percorsi di vita dei più. C’è uniformità nel basso, c’è tanta “pancia”. Ma come potrebbe essere altrimenti in un epoca così oscura. Un nuovo Medioevo. Tutto evolve frenetico e poco approfondito. Ascoltiamo una hit e non l’album nel suo complesso: non cogliamo il messaggio, la storia, ma solo la crosta commerciale. Mangiamo street food ma non lo contestualizziamo, non ne conosciamo l’origine e l’essenza. Ascoltiamo le grida, ma non scaviamo alla ricerca delle “radici”, ci limitiamo a far parte della “tifoseria”. E chissà quanti altri esempi si riuscirebbe a fare. Di fatto la società sta collassando e finirà per travolgere tutto e tutti. E il mio sentimento mi porta a considerare un valore essere un eremita, uno che rimane ai margini e che forse, da lontano, vede tutto con maggior chiarezza.

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